Padova. Omicidio Rotaru. Le motivazioni dell'ergastolo: "La considerava inferiore perché donna dell'est".
"Voleva la sua morte perché la odiava sentendosi rifiutato, pur considerandola inferiore perché donna e per di più dell'est". È il movente, riportato nelle 384 pagine di motivazioni della sentenza, che ha spinto il camionista Erik Zorzi condannato all'ergastolo a uccidere l'ex moglie e madre delle sue due figlie Nicoleta Rotaru di 39 anni.
La giudice Domenica Gambardella, presidente della Corte d'Assise di Padova, ha sottolineato come "...La odiava anche perché nonostante la considerasse inferiore, grazie a un provvedimento del giudice italiano, si era dimostrata capace di portargli via la casa e le figlie, le sue proprietà...".
La notte del delitto, tra l'uno e il due agosto del 2023, la giudice ha ricordato che "...Non si è trattato di un gioco erotico, ma di dolo intenzionale nella sua massima manifestazione. Zorzi non ha dimostrato il benché minimo segno di pentimento e soprattutto ha continuato a offendere Nicoleta anche dopo averla uccisa, tentando di fare terra bruciata anche della sua memoria...".
A incastrare il camionista di 43 anni è stata la registrazione effettuata dalla vittima mentre stava morendo nel suo telefono cellulare. "...Il grido di Nicoleta ha attraversato l'aula più volte, lasciando attoniti" ha scritto a pagina 371 la presidente della Corte d'Assise a rimarcare quanto sia stato scioccante.
E poi "...Risulta che l'agonia sia durata a lungo: almeno dieci minuti. In quei 10 minuti Erik avrebbe avuto tutto il tempo di fermarsi, se avesse voluto. Non lo ha fatto. Il gemito ascoltato alle 4.46 e il fatto che si odano i rumori connessi allo spostamento del corpo provano che Erik voleva essere sicuro della morte di Nicoleta prima di spostarla nel bagno...".
E ancora "...Non può passare sotto silenzio il fatto che Erik ha avuto letteralmente nelle sue mani la vita di Nicoleta per almeno 10 minuti, durante i quali non ha mai smesso di stringere la cintura intorno al collo e non ha avuto un solo tentennamento, neanche quando per ben due volte Nicoleta lo ha pregato di smettere...", scrive la giudice Gambardella. (di Marco Aldighieri – Il Gazzettino)