Milano. Pamela Genini massacrata con 76 coltellate. Chiesto il rito immediato per l'ex Gianluca Soncin.
Pamela Genini venne colpita e uccisa, la sera del 14 ottobre scorso nella sua casa a Milano, dall'ex compagno Gianluca Soncin con 76 coltellate. È l'ultimo agghiacciante dato inedito emerso dalla relazione finale dell'autopsia, depositata di recente, dopo che i primi esiti avevano parlato nei mesi scorsi di oltre 30 fendenti.
La Procura ha chiesto il processo con rito immediato per il 53enne per omicidio volontario pluriaggravato dalla premeditazione, dai futili motivi, dalla crudeltà e dalla relazione affettiva terminata, mentre ha escluso l'aggravante dello stalking che era stata contestata nell'ordinanza di custodia in carcere.
Nell'imputazione della richiesta di processo con rito immediato le Pm Letizia Mannella e Alessia Menegazzo hanno precisato l'aggravante della premeditazione, chiarendo, sulle base delle indagini della Squadra mobile della Polizia, che il 53enne si sarebbe procurato una copia delle chiavi per entrare nella casa della 29enne.
Abitazione in cui fece irruzione, poi, con un coltello, sempre come indicato dalla Procura diretta da Marcello Viola, preso quel giorno dalla sua collezione che teneva nella sua casa di Cervia (Ravenna).
È stata mantenuta dai Pm pure l'aggravante della crudeltà, anche perché la relazione finale dei medici legali ha evidenziato 76 coltellate. Tolta, invece, dall'imputazione di omicidio pluriaggravato quella dello stalking. Con questa imputazione Soncin non potrà chiedere il rito abbreviato e in Corte d'Assise rischia una condanna all'ergastolo. (ANSA)