Busto Arsizio. Accusato dell'omicidio di Vasilica Potincu a Legnano. L'imputato sceglie il silenzio in aula.
Ha scelto di non sottoporsi all'esame davanti alla Corte d'Assise di Busto Arsizio il 29enne Andrea Mostoni, operaio di Robecco sul Naviglio, a processo per l'omicidio di Vasilica Potincu, trovata morta con un coltello conficcato nella schiena in un appartamento di via Stelvio a Legnano il 25 maggio dello scorso anno.
Il giovane, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe sviluppato una sorta di ossessione per la escort 36enne, al punto da farle bonifici e darle denaro per cifre a cinque zeri di cui, dopo qualche mese, aveva iniziato a chiedere la restituzione. Proprio in questo quadro, secondo la Procura, sarebbe maturato il delitto.
Nella giornata di ieri, la Corte d'Assise ha ascoltato diversi colleghi e amici di Mostoni, che l'hanno unanimemente descritto come un individuo "riservato", quasi "criptico", che non ha mai condiviso dettagli della sua vita privata. Un amico, però, ha riferito alla Corte – presieduta da Rossella Ferrazzi, a latere Daniela Frattini – di essere stato a conoscenza di una "frequentazione con una ragazza di Cinisello Balsamo", così come ne erano a conoscenza gli zii. I parenti, però, non sapevano di denaro dato alla donna.
In aula anche un'amica e collega di Vasilica Potincu, che ha raccontato di aver diviso con lei per alcune settimane l'appartamento di via Stelvio dove la donna è stata trovata morta. La escort a volte riceveva per conto della vittima bonifici dai clienti, e tra questi ne ha elencati anche "sei o sette" provenienti proprio da Mostoni.
Non solo: la teste ha raccontato anche della depressione in cui la 36enne era caduta, al punto da farsi accompagnare all'auto dall'amica perché "aveva paura" e da temere che fosse Mostoni a contattarla quando riceveva chiamate da numeri privati. (di Leda Mocchetti – LegnanoNews)