Aosta. Omicidio Nathalie Laisné a La Salle. Ricorso in Cassazione per l'annullamento della sentenza.
La Procura di Aosta sostiene che la Corte d'Assise non abbia spiegato perché Sohaib Teima meritasse le attenuanti generiche. Per l'accusa, la sentenza di condanna a 25 anni pronunciata lo scorso 8 aprile si limita a richiamare il "funzionamento caratteriale disadattivo dell'imputato", senza spiegare in concreto perché ne giustifichi la concessione. Così ha proposto l'annullamento tramite ricorso in Cassazione.
Nel corso del processo, il pubblico ministero aveva chiesto che Teima, 23enne originario di Fermo, fosse condannato all'ergastolo. Il giovane è stato ritenuto colpevole in primo grado per l'omicidio e l'occultamento del cadavere della sua ex fidanzata francese Auriane Nathalie Laisné, di 22 anni.
Il corpo senza vita della vittima era stato ritrovato il 5 aprile del 2024 all'interno della chiesetta abbandonata di Equilivaz, sopra La Salle, con ferite al collo e all'addome provocate da un'arma da taglio.
L'istanza di impugnazione della sentenza è arrivata a inizio luglio anche dagli avvocati Jacques Fosson e Giulia Scalise, che assistono la famiglia Laisné, parte civile. Anche per loro non è comprensibile come la Corte da una parte nelle motivazioni affermi che l'imputato abbia provato a ostacolare la vera ricostruzione dei fatti, mentre dall'altra ritenga che lo stesso imputato abbia tenuto un comportamento processuale collaborativo.
La difesa di Teima, oggi rappresentata dall'avvocato Liborio Cataliotti, ha presentato ricorso in Corte d'Appello a Torino chiedendo nuovi testi e un'altra perizia psichiatrica. Ora toccherà ai giudici decidere se accogliere o meno le richieste. (RaiNews)