Siena. Omicidio Yuleisi Casanova. Il perito della Procura: "Il colpo esploso non poteva essere accidentale".
Un colpo di fucile dritto fra le arcate sopraccigliari, sparato in orizzontale, per uccidere volontariamente. L'ingegnere consulente balistico della Procura di Siena, il capitano del Ris Fabio Lertua, ha ricostruito così la dinamica dell'omicidio di Ana Manyoma Casanova, "Yuleisi", la cuoca colombiana uccisa dal suo ex Luis Fernando Porras Baloy, il 10 agosto 2024 nella casa di strada del Villino a Siena.
Ieri in tribunale, davanti alla Corte di Assise, è stato protagonista il tecnico che ha firmato l'importante perizia: in aula è stata portata l'arma che ha fatto fuoco quel drammatico pomeriggio, un vecchio fucile da caccia degli anni cinquanta.
L'ingegnere ha mostrato ai giudici il funzionamento meccanico dell'arma, assicurandone la piena funzionalità. Ed ha specificato che secondo i rilievi effettuati, l'imputato era in piedi quando ha ucciso la ragazza, sparando a una distanza superiore ai 60 centimetri e comunque inferiore al metro, in traiettoria orizzontale, col proiettile che ha centrato la testa della vittima.
Il capitano del Ris ha inoltre sottolineato che il colpo esploso difficilmente poteva essere accidentale: per premere il grilletto andava impressa, secondo le misurazioni eseguite, una forza di 3 kg e colpi e percosse effettuate come prova su vari punti dell'arma avrebbero escluso la capacità della stessa di far esplodere inavvertitamente dei colpi.
"Se si vuole uccidere qualcuno – ha concluso laconicamente il tecnico – per sicurezza gli si spara in testa". Quanto ricostruito non combacia con la versione della difesa dell'imputato, che ha sempre sostenuto l'accidentalità dello sparo e la posizione seduta del giovane. (di Claudio Coli – Corriere di Siena)