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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Manuela Alves Rabacchi a Milano

Vittima:
Manuela Alves Rabacchi
Presunto killer:
Cristian Losso
Località:
Milano
Data:
20 luglio 2020
Veduta sul Parco del Portello, poco distante dal luogo del delitto in via Giovanni Antonio Plana a Milano
Veduta sul Parco del Portello, poco distante dal luogo del delitto in via Giovanni Antonio Plana a Milano (di Stefano Stabile, licenza CC BY-SA 3.0)
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Il corpo senza vita di Manuela, 48 anni, è stato trovato nel primo pomeriggio del 20 luglio 2020 all'interno della sua abitazione a Milano.‍[1][2]

Veduta sul Parco del Portello, poco distante dal luogo del delitto in via Giovanni Antonio Plana a Milano
Veduta sul Parco del Portello, poco distante dal luogo del delitto in via Giovanni Antonio Plana a Milano (di Stefano Stabile, licenza CC BY-SA 3.0)

La donna presentava numerose lesioni provocate da un'arma da taglio. L'ispezione medico legale ha contato più di 50 coltellate sferrate sul corpo della vittima. La scoperta del cadavere è avvenuta in seguito alla chiamata dei vigili del fuoco da parte di una condomina dello stabile che sentiva un forte odore di gas. I pompieri giunti sul posto hanno rinvenuto il corpo senza vita della donna in un lago di sangue. In cucina erano stati lasciati aperti di proposito i fornelli, presumibilmente per provocare un incendio e cancellare le tracce di quello che, a tutti gli effetti, è parso agli occhi degli inquirenti come un efferato omicidio.

La quarantottenne, all'anagrafe Emanuel Alves Rabacchi, era una transgender di origini brasiliane, da almeno quattro anni in Italia, che lavorava come escort utilizzando diversi pseudonimi, tra cui Manuela De Cassia con la quale era più conosciuta. Secondo le prime ipotesi degli investigatori, il delitto sarebbe l'esito di un gesto non premeditato scaturito al culmine di un litigio.‍[3]

Il decesso della vittima sarebbe sopraggiunto diverse ore prima del rinvenimento. La mattina del successivo 24 luglio, Cristian Losso, 42 anni, impiegato bancario, cliente della donna, è stato fermato con l'accusa di essere il responsabile dell'omicidio. Nei suoi confronti è stato anche contestato il reato di strage per aver lasciato il gas aperto nel tentativo di provocare un'esplosione e depistare le indagini. Gli inquirenti hanno rintracciato l'individuo grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza poste fuori dall'appartamento in cui è stato compiuto il delitto. L'uomo sarebbe stato filmato due volte mentre entrava nella casa della escort. Nell'abitazione del quarantaduenne è stata effettuata un'ispezione che ha permesso di individuare un coltello, considerato l'arma dell'omicidio.

Il movente dell'aggressione sarebbe da ricondurre a un debito che l'impiegato aveva nei confronti della donna. Interrogato dal pubblico magistrato, Losso si è avvalso della facoltà di non rispondere.‍[4] L'uomo è stato condotto in carcere e nei giorni successivi, di fronte al giudice per le indagini preliminari, ha continuato a non rispondere alle domande. Secondo il legale che lo assiste, il quarantaduenne negli ultimi tempi sarebbe stato affetto da condizioni psichiche precarie, motivo per il quale non sarebbe stato in grado di chiarire le proprie azioni. L'avvocato ha specificato l'intenzione di richiedere una perizia psichiatrica per valutare il suo stato di salute. Sul luogo del delitto, gli investigatori hanno ritrovato anche della droga, che sarebbe stata utilizzata dal presunto omicida così da provocargli una profonda alterazione psicofisica, già gravata da un probabile abuso di alcol.

Il giudice non ha convalidato il fermo richiesto dai magistrati, escludendo il pericolo di fuga e convertendo l'accusa di strage in quella di "crollo di costruzioni o altri disastri dolosi" come previsto dall'articolo 434 del codice di procedura penale. Lo stesso giudice, tuttavia, ha disposto la custodia cautelare in carcere riconoscendo nei confronti di Losso la sussistenza di gravi gli indizi di colpevolezza.‍[5][6]

Note

  1. Transessuale uccisa a coltellate in casa a Milano: il corpo scoperto dai vigili del fuoco. la Repubblica. Archiviato dall'originale. Consultato il 21 luglio 2020.
  2. Cinquanta coltellate e il gas in tutta la casa: uccisa la transessuale brasiliana Manuela. ilgiorno.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 21 luglio 2020.
  3. Milano, uccisa a coltellate Manuela De Cassia, donna transgender: aveva 48 anni. GAYNEWS. Archiviato dall'originale. Consultato il 21 luglio 2020.
  4. Omicidio di via Plana: fermato l'assassino della transessuale Manuela, è un cliente che le doveva soldi. la Repubblica. Archiviato dall'originale. Consultato il 24 luglio 2020.
  5. Milano: presunto omicida escort-trans non risponde neanche a gip. Agenzia Nova. Archiviato dall'originale. Consultato il 29 luglio 2020.
  6. Il killer di Manuela in silenzio dal gip. Resta in cella, cade l'accusa di strage. Corriere.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 29 luglio 2020.
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