Voce su Domenica Caligiuri
Domenica Caligiuri, 71 anni, fu trovata morta nel corso del primo pomeriggio del 2 luglio 2022 all'interno dell'abitazione in cui risiedeva a Marina di Mandatoriccio, comune sulla costa jonica calabrese della provincia di Cosenza.[1][2]
Ad allertare i soccorsi furono alcuni parenti e conoscenti della donna, preoccupati perché da giorni non riuscivano più a mettersi in contatto con lei. La vittima presentava diverse ferite d'arma da taglio. Era stata uccisa a coltellate.
La Chiesa di San Giuseppe Operaio a Marina di Mandatoriccio (su concessione di BeWeB - Beni Culturali Ecclesiastici in Web)
I Carabinieri del reparto territoriale di Corigliano-Rossano sottoposero a fermo di indiziato di delitto il marito della donna, Luigi Carlino, 73 anni. L'uomo non si trovava in casa al momento del ritrovamento del cadavere, infatti venne rintracciato nei pressi di un bar del paese. Dopo essere stato condotto in caserma, avrebbe confessato le proprie responsabilità nel corso dell'interrogatorio dinanzi ai militari.[3][4]
Carlino avrebbe compiuto il delitto nel corso della giornata del precedente 30 giugno, poi aveva tenuto il corpo senza vita della moglie in casa per circa 48 ore senza dare notizia a nessuno. Fatale si sarebbe rivelato un fendente alla gola. La donna avrebbe provato a difendersi durante l'aggressione.[5][6]
Secondo le ricostruzioni, in passato la signora Caligiuri sarebbe stata sottoposta a maltrattamenti da parte del coniuge. In alcune occasioni la vittima aveva anche provato a chiedere aiuto, infatti alcuni parenti e vicini di casa sapevano della situazione in cui viveva. L'omicidio sarebbe avvenuto al culmine di un ennesimo litigio. Carlino avrebbe raccontato di essere turbato e ossessionato da una presunta infedeltà della moglie.[7]
La coppia aveva due figli che però non erano in casa nel momento del delitto. La settantunenne, chiamata dai conoscenti Mimma, era un'ex segretaria scolastica in pensione,[8] molto stimata in paese. Marito e moglie in passato avevano vissuto per anni a Modena, poi erano ritornati a Mandatoriccio. L'anziano era un ex falegname, anche lui pensionato, e sarebbe stato affetto da disturbi sociali.[9][10]
Il settantatreenne fu condotto in carcere con l'accusa di omicidio volontario. Nell'interrogatorio di garanzia, di fronte al giudice per le indagini preliminari, l'uomo si avvalse della facoltà di non rispondere.[11]
La Procura di Castrovillari dispose una perizia psichiatrica sull'anziano. L'esame avrebbe rilevato una "psicosi da alcolista", ovvero una condizione che avrebbe causato delle allucinazioni visive nell'uomo. La sua capacità di intendere e di volere sarebbe stata dunque "grandemente scemata" da tempo.[12]