Il femminicidio di Paola Mostosi a Marne di Filago

Vittima:
Paola Mostosi
Killer:
Roberto Paribello
Località:
Marne di Filago
Data:
27 marzo 2002

Originaria di Torre Boldone, aveva 27 anni, era fidanzata e impiegata in uno studio di commercialisti. Il suo cadavere fu trovato la mattina del 27 marzo 2002 in un canale della centrale elettrica di Marne, frazione di Filago in provincia di Bergamo. La mattina del giorno precedente era uscita con la sua auto per recarsi al lavoro, ma sull'autostrada A4 in direzione di Milano ebbe un piccolo incidente con un camion guidato da Roberto Paribello, 32 anni.

I due accostarono a una piazzola di sosta per concordare una constatazione amichevole ma a un certo punto l'uomo le avrebbe sfiorato la gamba. Il gesto inasprì ancora di più la tensione fra i due, tanto che la donna lo avrebbe intimato di denunciarlo per tentata violenza sessuale. Il trentaduenne, spazientito, sequestrò la vittima legandola e imbavagliandola per poi trascinarla sul lettino della cabina del suo camion. Il malintenzionato continuò a svolgere il suo lavoro portandosi dietro la ventisettenne e tenendola nel mezzo fino a tarda sera. L'auto della stessa, lasciata sull'autostrada, fu scoperta proprio in serata dai carabinieri, dopo la denuncia di scomparsa. Probabilmente in quegli stessi istanti la donna, ancora cosciente, avrebbe minacciato il malintenzionato di denunciarlo una volta resa libera. A quel punto l'uomo, per evitare che ciò accadesse, prima la strangolò e poi gettò il corpo nel canale a Marne. L'autopsia escluse la violenza sessuale, ma stabilì che la morte della vittima avvenne dopo ore di agonia, presumibilmente nella notte tra il 26 e il 27 marzo.

Paribello fu scoperto perché si impossessò del cellulare della ventisettenne, regalandolo alla moglie quando tornò a casa. Intercettato dai militari, fu fermato. Inizialmente respinse le accuse, poi dopo alcuni giorni, messo dinanzi alle evidenze delle indagini, confessò il delitto. Nei mesi successivi gli venne riconosciuto un disagio psichico e sociale, ma venne comunque condannato in primo grado all'ergastolo.

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