Voce su Malgorzata Zlezak
Uno scorcio del lungomare di Bari (di Carlo Barletta, licenza CC BY-SA 4.0)
I resti in avanzato stato di decomposizione del cadavere di Malgorzata Zlezak, detta Margherita, furono ritrovati il 10 maggio 2017 nella zona delle ex acciaierie Scianatico di Bari, all'interno del vano tecnico di un edificio in disuso.[1][2] I reperti furono rinvenuti avvolti in del nastro adesivo.
La donna scomparve dal mese di giugno del 2012, quando aveva 50 anni. Dall'esame dei resti fu stabilito il decesso per uno shock traumatico ad alta componente emorragica avvenuto a causa di una violenta ed efferata aggressione. L'identificazione fu resa possibile grazie a una comparazione del profilo genetico dei resti con il campione biologico estratto da un tampone, eseguito sulla vittima in seguito a una violenza sessuale subita il 24 maggio 2009.
Nel dicembre del 2019 fu arrestato l'ex compagno della donna, Ignazio Piumelli, pregiudicato di 53 anni.[3][4] Dalle risultanze investigative era emerso che la coppia aveva iniziato una relazione nel 2011. Dopo la scomparsa della vittima, l'uomo avrebbe messo in atto diverse azioni volte a depistare le indagini, ma gli inquirenti riuscirono comunque a risalire al presunto assassino in seguito a nuovi accertamenti svolti successivamente al ritrovamento del cadavere.
Nei confronti di Piumelli furono contestati i reati di omicidio volontario, riduzione in schiavitù, occultamento e vilipendio di cadavere.[5] Nell'ottobre del 2020 l'indiziato fu rinviato a giudizio.[6] Il processo fu celebrato dinanzi alla Corte d'Assise di Bari dove la pubblica accusa aveva avanzato la richiesta di 30 anni di reclusione.[7][8]
Il 21 marzo 2022 l'uomo fu condannato a 14 anni di reclusione per i soli reati di vilipendio di cadavere e riduzione in schiavitù. La sentenza aveva assolto l'imputato con formula dubitativa, "perché il fatto non sussiste", dal più grave reato di omicidio volontario, poiché non fu provata con assoluta certezza la morte violenta della vittima.[9][10]