Varese. Omicidio Teresa Stabile. Vincenzo Gerardi rinviato a giudizio: Contestato anche lo stalking.
Inizierà il prossimo 19 gennaio 2026, davanti ai giudici della Corte d'Assise di Varese, il processo a Vincenzo Gerardi, il 57enne alcamese che lo scorso aprile uccise a coltellate la moglie Teresa Stabile, anche lei originaria di Alcamo.
Si è trattato dell'ennesimo femminicidio provocato da un matrimonio oramai al capolinea. L'uomo deve rispondere anche di stalking. Teresa Stabile, 55 anni, e Vincenzo Gerardi avevano lasciato Alcamo una trentina di anni fa per motivi di lavoro e si erano trasferiti nel varesotto, a Samarate. Qui avevano messo su famiglia e avevano avuto due figli. Lei si occupava delle faccende domestiche, mentre lui lavorava in un'azienda specializzata nella installazione di piscine.
I due alcamesi avevano già contattato un legale per istruire le pratiche della separazione. Alla donna era stato consigliato di allontanarsi dalla casa dove viveva con il marito, e così era andata a vivere dai genitori, in un'abitazione poco distante. I rapporti andavano sempre più peggiorando fino all'omicidio dello scorso 16 aprile.
Vincenzo Gerardi, dopo l'uccisione della moglie, aveva tentato il suicidio. Aveva effettuato un paio di chiamate, anche ai suoi parenti di Alcamo, dicendo: "Ho fatto quello che dovevo fare". Violentissime le coltellate che ha inferto al cuore della moglie, alla quale non ha dato neanche il tempo di scendere dall'auto. Rintracciato successivamente dai Carabinieri, ha confessato il delitto. (di Giuseppe Maniscalchi – Alpauno)