Tempio Pausania. Cinzia Pinna uccisa a Palau. Chiuse le indagini su Emanuele Ragnedda: Contestata la crudeltà.

Immagine della notizia (Immagine di Visit Tempio su Wikimedia Commons — CC BY-SA 4.0)

Tempio Pausania. Cinzia Pinna uccisa a Palau. Chiuse le indagini su Emanuele Ragnedda: Contestata la crudeltà.

La Procura di Tempio Pausania ha chiuso le indagini sull'omicidio di Cinzia Pinna, la 33enne di Castelsardo uccisa a colpi di pistola dall'imprenditore di Arzachena, Emanuele Ragnedda, reo confesso del delitto.

Il pubblico ministero Noemi Mancini lo accusa di omicidio volontario aggravato da motivi abietti e dall'aver adoperato sevizie e crudeltà alla persona, approfittando delle sue condizioni di inferiorità psicofisica dovuta all'assunzione di alcol e droga. Ragnedda ha sempre sostenuto di essersi difeso, di aver reagito a un'aggressione della vittima che gli aveva puntato un coltello ferendolo alla bocca.

Ma per la Procura l'aggressione di cui parla Ragnedda non è avvenuta e sarebbe stata un mero pretesto per sfogare la sua violenza e volontà di sopraffazione nei confronti della donna, uccisa con tre colpi di pistola nel viso mentre era seduta sul divano e, quindi, in posizione inoffensiva.

Nella notte tra l'11 e il 12 settembre 2025, nella tenuta di Conca Entosa, teatro dell'omicidio, Ragnedda ha fatto tutto da solo, nessuno lo ha aiutato a ripulire la casa dal sangue di Cinzia Pinna, a far sparire alcuni oggetti personale e a nascondere il suo cadavere, portato nel punto più lontano della tenuta e ricoperto di vegetazione e rovi, dove era stato trovato dagli inquirenti dodici giorni dopo, su indicazione dello stesso Ragnedda.

Il pubblico ministero ha stralciato la posizione di Luca Franciosi, accusato di favoreggiamento, e che era stato inizialmente indicato dall'imprenditore come colui che lo aveva aiutato a disfarsi del corpo della vittima. Nelle settimane precedenti era stata stralciata, per essere archiviata, anche la posizione di Rosa Maria Elvo, ex fidanzata di Ragnedda, anche lei accusata di favoreggiamento.

I difensori dell'imprenditore, gli avvocati Luca Montella e Gabriele Satta, si dicono sconcertati sul contenuto del capo d'accusa per quanto riguarda la legittimità difesa, che loro hanno sempre sostenuto. (di Tiziana Simula – La Nuova Sardegna)

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