Voce su Maria Drabikova
Maria Drabikova era una senzatetto di 40 anni, originaria della Slovacchia, morta il 12 maggio 2020 all'ospedale San Giovanni Addolorata di Roma.
L'ospedale San Giovanni Addolorata di Roma, dove Maria Drabikova ha perso la vita dopo circa 24 ore di agonia (di Lalupa, licenza CC BY-SA 3.0)
La donna fu trasportata il giorno precedente al pronto soccorso della struttura sanitaria in stato di coma. In mattinata fu rinvenuta incosciente sul prato del "Parco della Solidarietà" Don Mario Picchi, in località Grottaperfetta, nel quartiere Ardeatino della Capitale. La vittima era parzialmente avvolta in delle coperte, con il volto insanguinato ed evidenti segni di violenza sul corpo. Ad avvistarla fu un passante che aveva allertato i soccorsi. Sul posto intervenne il personale del 118 che la trasportò in ospedale.[1]
Nonostante le cure dei medici, la donna non riuscì a sopravvivere. In seguito al decesso, la Procura di Roma aveva aperto un'inchiesta sul caso. Nel registro degli indagati fu iscritto il compagno della vittima. Si trattava di un uomo di 41 anni, originario della Romania, che non seppe fornire agli inquirenti una ricostruzione plausibile su quanto avvenuto la notte tra il 10 e l'11 maggio 2020, periodo in cui si ipotizzò che la quarantenne fosse stata massacrata di botte. Gli accertamenti degli investigatori appurarono che fra i due ci fu una colluttazione.
Dopo tre settimane, la sera del 5 giugno, l'uomo fu sottoposto a fermo di indiziato di delitto e condotto in carcere con le accuse di omicidio e maltrattamenti.[2][3] L'individuo, rimasto ignoto alle cronache poiché nessun organo di stampa ne aveva diffuso le generalità, fu rinviato a giudizio.
Circa due anni dopo l'accaduto, nel febbraio del 2022, la Corte d'Assise di Roma lo aveva condannato in primo grado a 24 anni di reclusione per omicidio aggravato dai maltrattamenti. La pubblica accusa aveva chiesto l'ergastolo.[4][5]
Il 25 novembre del 2021 fu inaugurato a Roma un murale in ricordo di Maria Drabikova, realizzato dagli studenti del Liceo Artistico Caravaggio, in collaborazione con l'associazione Nessun Dorma, sulla parete esterna dell'asilo nido "Il Ciliegio Rosa", proprio davanti al Parco della Solidarietà dove la vittima fu trovata in fin di vita.[6]