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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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L'omicidio di Eleonora Manta a Lecce

Vittima:
Eleonora Manta
Killer:
Giovanni Antonio De Marco
Località:
Lecce
Data:
21 settembre 2020
Foto della Chiesa di S.Maria delle Grazie di Secli (Lecce), a pochi passi da Piazza San Paolo dove il 26 settembre 2020 si sono svolti i funerali di Eleonora Manta
Foto della Chiesa di S.Maria delle Grazie di Secli (Lecce), a pochi passi da Piazza San Paolo dove il 26 settembre 2020 si sono svolti i funerali di Eleonora Manta (di Lupiae, licenza CC BY-SA 3.0)
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Eleonora Manta, 30 anni, e il suo compagno Daniele De Santis, 33 anni, sono stati uccisi la sera del 21 settembre 2020 all'interno della loro abitazione di via Montello a Lecce.‍[1][2] Lei, originaria di Seclì (Lecce) lavorava come funzionaria all'INPS di Brindisi mentre lui, amministratore di condominio, operava anche come arbitro nel campionato di calcio di Lega Pro.‍[3]

Foto della Chiesa di S.Maria delle Grazie di Secli (Lecce), a pochi passi da Piazza San Paolo dove il 26 settembre 2020 si sono svolti i funerali di Eleonora Manta
Foto della Chiesa di S.Maria delle Grazie di Secli (Lecce), a pochi passi da Piazza San Paolo dove il 26 settembre 2020 si sono svolti i funerali di Eleonora Manta (di Lupiae, licenza CC BY-SA 3.0)

Ad allertare i soccorsi erano stati i condomini del palazzo dopo aver notato sul pavimento i corpi insanguinati dei fidanzati. La trentenne era riversa sul pianerottolo mentre il compagno si trovava sulle scale dello stabile. Quando il personale sanitario è giunto sul posto, i due erano già deceduti. Sui loro cadaveri erano presenti numerose lesioni provocate da fendenti d'arma da taglio. Durante l'aggressione i vicini avevano sentito delle forti urla provenire dall'appartamento. Inoltre un testimone aveva notato la sagoma di un individuo a volto coperto, armato di coltello e con uno zaino addosso, che si allontanava dal luogo del delitto.

La svolta nelle indagini è avvenuta la sera del successivo 28 settembre quando è stato fermato uno studente di 21 anni, Giovanni Antonio De Marco, originario di Casarano (Lecce) e iscritto alla facoltà di scienze infermieristiche dell'Università del capoluogo. Il giovane, in un lungo interrogatorio svoltosi nel corso della notte, ha confessato il delitto.

Agli inquirenti che lo hanno interrogato aveva riferito di aver premeditato il gesto per compiere una vendetta nei confronti della coppia. Ai suoi occhi Eleonora e Daniele sembravano troppo felici e questo avrebbe scaturito in lui una forte rabbia.‍[4] Il ragazzo aveva usufruito dell'appartamento che De Santis affittava a studenti universitari dal novembre del 2019 fino al periodo del lockdown per il Covid-19. Poi era ritornato per circa due mesi, da luglio agli ultimi di agosto. Il ventunenne per un certo periodo aveva anche convissuto con Eleonora. L'arbitro però in seguito aveva deciso di non rinnovargli il contratto d'affitto con l'intenzione di condividere la casa soltanto con la sua fidanzata.‍[5][6]

De Marco aveva dunque programmato un piano per vendicarsi di loro con l'obiettivo di seviziarli e ucciderli. Il giovane la sera del 21 settembre è entrato nell'appartamento utilizzando una copia delle chiavi che si era procurato in precedenza durante il soggiorno. Una volta all'interno, ha auto una violenta colluttazione con entrambi gli inquilini. De Santis era riuscito a sfilargli da testa il passamontagna guardandolo in volto, ma il ventunenne armato di coltello ha portato a compimento il duplice omicidio. L'arbitro aveva tentato di scappare raggiungendo le scale, ma è stato inseguito e trafitto da più fendenti sulle scale interne del condominio. Nonostante ciò, De Marco non era riuscito a realizzare quello che aveva programmato.‍[7]

Il piano era stato svelato dal contenuto di cinque bigliettini che lo stesso giovane aveva scritto e si era portato dietro. Uno di questi era stato anche perso lungo la fuga dal condominio, gli altri sono stati recuperati in seguito dagli inquirenti nell'abitazione di via Fleming dove l'aspirante infermiere si era stabilito dopo aver lasciato la casa di via Montello. In sostanza De Marco voleva legare, immobilizzare e torturare De Santis e Manta versandogli addosso dell'acqua bollente e dell'acido. Sui loro cadaveri avrebbe voluto lasciare dei messaggi scritti col sangue. Dopodiché avrebbe usato il detergente che si era portato dietro per ripulire l'appartamento e cancellare le sue tracce. Nei bigliettini era anche riportato un percorso da compiere durante la fuga per non essere inquadrato dalle telecamere installate nella zona del circondario.‍[8]

Foto della Cattedrale di S.Maria Assunta, il Duomo di Lecce dove sono stati svolti i funerali di Daniele De Santis
Foto della Cattedrale di S.Maria Assunta, il Duomo di Lecce dove sono stati svolti i funerali di Daniele De Santis (di Berthold Werner, licenza CC BY-SA 3.0)

Un piano che non aveva funzionato perché il gran frastuono prodotto nell'appartamento aveva allertato i vicini che già si erano attivati per chiamare le forze dell'ordine e la colluttazione con la coppia è stata talmente violenta da ucciderli prima di poterli legare e torturare. Subito dopo è stato costretto a fuggire, perdendo uno dei bigliettini e senza la possibilità di pulire alcuna traccia. Durante il tragitto di ritorno a casa è stato comunque inquadrato da più telecamere che hanno permesso agli investigatori, insieme ad altri elementi, di risalire a lui.

Il 1° ottobre, nell'interrogatorio di garanzia di fronte al giudice per le indagini preliminari, De Marco ha ribadito la sua confessione rispondendo alle domande con un atteggiamento collaborativo. Il ventunenne ha specificato che, probabilmente, la rabbia che aveva accumulato era dovuta all'invidia che provava nei confronti della relazione tra Manta e De Santis. Non è stato tuttavia chiarito totalmente il movente del delitto. Il giovane ha precisato che la coppia non lo aveva trattato male e non ha dichiarato di provare sentimenti verso uno dei due, escludendo di aver agito perché non corrisposto dal punto di vista amoroso. Il giudice lo ha ritenuto scosso per l'atto commesso, ma non pentito, convalidando il fermo e disponendo la custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dalla crudeltà.‍[9][10]

Note

  1. Lecce, l'arbitro Daniele De Santis ucciso con la sua compagna in casa: caccia all'uomo. la Repubblica. Archiviato dall'originale. Consultato il 29 settembre 2020.
  2. Duplice omicidio a Lecce, l'autopsia di De Santis e la fidanzata. "Sono stati colpiti con ferocia con un coltello da macellaio". Il Fatto Quotidiano. Archiviato dall'originale. Consultato il 29 settembre 2020.
  3. Uccisa in casa insieme al fidanzato: lavorava all'Inps di Brindisi. BrindisiReport. Archiviato dall'originale. Consultato il 29 settembre 2020.
  4. Confessa killer 21enne dei fidanzati uccisi a Lecce. Non era drogato, aveva copia delle chiavi di casa. Un video immortala l'omicida poco dopo il delitto. La Gazzetta del Mezzogiorno. Archiviato dall'originale. Consultato il 29 settembre 2020.
  5. Fidanzati uccisi a Lecce, trovato altro biglietto con i tempi del delitto. ANSA. Archiviato dall'originale. Consultato il 29 settembre 2020.
  6. Omicidio fidanzati, 21enne confessa: "Ha agito senza pietà". Adnkronos. Archiviato dall'originale. Consultato il 29 settembre 2020.
  7. Omicidio Lecce: l'assassino colpì più volte Daniele mentre lui lo implorava di smettere. AGI. Archiviato dall'originale. Consultato il 29 settembre 2020.
  8. "Per uccidere Daniele ed Eleonora ho comprato un coltello da caccia. Provavo invidia per la loro relazione. Poi sono andato a dormire": la confessione sul duplice omicidio di Lecce. Il Fatto Quotidiano. Archiviato dall'originale. Consultato il 3 ottobre 2020.
  9. Il piano dell'assassino: tutto "in un'ora e mezza" e il giallo della "caccia al tesoro". Ecco il testo dei bigliettini. Quotidiano Di Puglia. Archiviato dall'originale. Consultato il 3 ottobre 2020.
  10. Lecce, gip: "Il killer voleva usare l'acido. Adesso è scosso ma non pentito". Affaritaliani.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 3 ottobre 2020.
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