Voce su Marinella Maurel
La Basilica di Santa Maria Assunta, uno dei monumenti più importanti di Aquileia in provincia di Udine (di Asterisc, licenza CC BY-SA 3.0)
Marinella Maurel, 66 anni, perse la vita nel corso della serata del 22 settembre 2020 all'ospedale Santa Maria della Misericordia di Udine. Poche ore prima, la donna fu colpita con un coltello dal marito Livio Duca, 66 anni. La grave lesione subita in seguito all'aggressione aveva reso necessario il trasferimento della vittima al nosocomio del capoluogo friulano, dove però la donna non riuscì a sopravvivere.[1][2]
L'episodio violento si consumò durante il pomeriggio all'interno dell'abitazione della coppia ad Aquileia, un comune della Bassa Friulana in provincia di Udine. La signora Maurel, nel tentativo di sottrarsi all'aggressione del marito, aveva percorso il cortile di casa per raggiungere la strada, ma perse i sensi accasciandosi a terra poco prima di varcare il cancello. I vicini, dopo avere sentito le sue forti grida di aiuto, avevano allertato i soccorsi. Un'infermiera dirimpettaia era accorsa sul posto per tentate di rianimare la vittima prima dell'arrivo dell'ambulanza. Anche il sindaco della cittadina, presente nella vicinanze, si era recato sul luogo del drammatico accaduto.
All'intervento del personale sanitario, la sessantaseienne era ancora in vita, nonostante le sue condizioni fossero molto gravi. Dunque fu trasportata all'ospedale di Udine dove i medici tentarono di salvarla. Purtroppo però, nelle ore successive, non ci fu altro da fare che constatare il decesso. Per la donna si rivelò fatale l'unico fendente sferrato alla base del collo, secondo quanto stabilito dall'esame autoptico.[3] Il marito intanto, nei momenti immediatamente seguenti all'aggressione, si era mostrato in stato confusionale. All'arrivo dei Carabinieri nell'abitazione, l'uomo non aveva opposto resistenza e si era consegnato ai militari che lo condussero in caserma per essere ascoltato sulla vicenda.[4][5]
Lì il sessantaseienne, mentre attendeva il proprio legale che lo avrebbe dovuto assistere durante l'interrogatorio, fu informato del decesso della moglie ed ebbe un attacco cardiaco. Prima di accasciarsi a terra, avrebbe detto di essere "un assassino". Si rese dunque necessario l'intervento dei soccorsi sanitari. Duca fu condotto prima all'ospedale di Udine e poi a quello di Palmanova, dove venne ricoverato, non in pericolo di vita. In attesa del miglioramento delle sue condizioni di salute, l'uomo fu piantonato e sottoposto ad arresto con l'accusa di omicidio volontario.[6][7]
Rimasero poco chiare le motivazioni del gesto del sessantaseienne, sulle quali avevano indagato i Carabinieri della compagnia di Palmanova, coordinati dalla Procura di Udine. Secondo le testimonianze di alcuni conoscenti, la convivenza fra i due coniugi sarebbe divenuta sempre più difficile nel corso degli ultimi due anni. Una situazione resa tra l'altro più complicata dal lockdown per la pandemia di Covid-19.
Duca avrebbe anche vissuto una condizione di disagio per lo stato economico della famiglia, pur non essendoci particolari problemi finanziari. Una serie di frustrazioni che avrebbe riversato sulla moglie.[3] In ogni caso non risultavano a carico dell'uomo segnalazioni o denunce per maltrattamenti in famiglia.
Dopo essersi stabilizzate le proprie condizioni di salute, Duca fu interrogato dal giudice per le indagini preliminari.[8] L'uomo si avvalse della facoltà di non rispondere. Nei suoi confronti fu disposta la custodia cautelare in carcere. Successivamente fu programmata una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e di volere dell'indiziato.[9]
Uno scorcio dei resti dell'antico Foro Romano di Aquileia (di Maurizio Moro5153, licenza CC BY-SA 4.0)
Il suddetto esame stabilì che la lucidità dell'uomo era "gravemente scemata" nel momento della violenta aggressione che stroncò la vita alla moglie. Dalle indagini era emerso che la vittima provava forti timori nei confronti del marito. L'uomo, inoltre, soffriva di depressione ed era sotto cura farmacologica. Nel settembre del 2021, dopo la chiusura delle indagini, Livio Duca fu rinviato a giudizio per omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale.[10][11]
Nel corso del processo, celebrato alla Corte d'Assise di Udine, il figlio quarantenne della coppia testimoniò in aula che la madre da tempo dormiva barricata in camera da letto perché aveva paura del marito. La situazione in casa era divenuta ingestibile e la signora Maurel si sentiva in pericolo, tanto che alcune ore prima del delitto la donna aveva telefonato al figlio chiedendogli di portare il padre al pronto soccorso dell'ospedale più vicino. Il quarantenne però non volle rischiare un incidente temendo la reazione del padre, così chiamò il centro di salute mentale per fissare un appuntamento il giorno successivo. Purtroppo, nelle ore seguenti, si consumò l'omicidio.[12]
L'imputato fu ascoltato in aula il 15 novembre 2021 e, dinanzi ai giudici, riferì di non ricordare nulla del momento in cui aveva aggredito la moglie.[13] Il 22 dicembre 2021 la Corte d'Assise di Udine aveva condannato Livio Duca a 14 anni di reclusione. La sentenza di primo grado riconobbe l'attenuante del vizio parziale di mente per effetto di un disturbo delirante persecutorio maturato dal sessantaseienne durante il periodo del lockdown.[14]