Voce su Anna Tagliaferri
Anna Tagliaferri, 40 anni, è stata uccisa dal compagno Diego Di Domenico, coetaneo, il 21 dicembre 2025 a Cava de' Tirreni in provincia di Salerno.[1][2]
La Concattedrale di Santa Maria della Visitazione, Duomo di Cava de' Tirreni, dove sono stati celebrati i funerali di Anna Tagliaferri (su concessione di BeWeB - Beni Culturali Ecclesiastici in Web)
La donna, laureata in economia aziendale con un master in marketing, era un'imprenditrice e titolare della "Pasticceria Tirrena", un noto locale di prodotti dolciari in via della Repubblica a Cava de' Tirreni. L'uomo invece era un sommelier, impiegato nello stesso locale. Secondo le ricostruzioni, i due si erano conosciuti da adolescenti, tra i banchi di scuola. Nel corso del tempo si erano allontanati l'uno dall'altra, ma negli ultimi anni si erano riavvicinati e avevano intrapreso una relazione. Tagliaferri e Di Domenico, tuttavia, non convivevano.[3]
Nel primo pomeriggio di domenica 21 dicembre 2025, il quarantenne aveva pranzato a casa della donna, poi era ritornato nella sua abitazione. Poche ore dopo, però, il sommelier è ritornato nell'appartamento della signora Tagliaferri, situato in un condominio di via Raffaele Ragone a Cava de' Tirreni. Fra lui e la donna sarebbe scoppiato un litigio fra le mura domestiche, al culmine del quale l'uomo ha impugnato un coltello e colpito più volte la vittima. Circa sette i fendenti sferrati, di cui uno mortale all'aorta, senza lasciare scampo all'imprenditrice che è morta dissanguata nonostante abbia tentato strenuamente di difendersi.[4]
In casa era presente anche la madre della donna, Giovanna Venosi, che aveva provato a difendere la figlia, ma è stata colpita anche lei dal quarantenne. Dopo aver compiuto la duplice aggressione, l'uomo è uscito dall'appartamento, ma invece di scendere, è salito sul lastrico solare e si è lanciato nel vuoto, togliendosi la vita.[5] I vicini residenti hanno subito lanciato l'allarme, consentendo ai Carabinieri del Reparto territoriale di Nocera Inferiore di recarsi sul posto ed avviare le indagini.
Il personale sanitario intervenuto sul luogo del delitto ha tentato di salvare la signora Tagliaferri.La vittima è stata trasporta all'ospedale di Cava de' Tirreni, ma non è riuscita a sopravvivere a causa delle gravi lesioni riportate. I medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. La madre settantacinquenne, invece, rimasta ferita, è stata ricoverata in codice rosso nello stesso nosocomio, non in pericolo di vita.
Un mese e mezzo prima, il 6 novembre 2025, l'imprenditrice era stata invitata dal sindaco di Cava de' Tirreni, Enzo Servalli, a ritirare un premio per celebrare l'eccellenza della Pasticceria Tirrena, che Anna Tagliaferri conduceva insieme ai fratelli Osvaldo e Federico. "Custode della tradizione dolciaria cavese, da oltre 50 anni, coniuga arte, passione e innovazione, portando nel mondo il nome di Cava de' Tirreni", era stata la motivazione che aveva spinto il primo cittadino a consegnare il riconoscimento.[6][5]
Uno scorcio della Chiesa di San Francesco e Sant'Antonio in Piazza San Francesco a Cava de' Tirreni in provincia di Salerno (di Chak10, licenza CC BY-SA 3.0)
Nell'ambito delle indagini sull'omicidio-suicidio, secondo gli inquirenti, la pista più accreditata sarebbe rappresentata dalla fine del rapporto tra la signora Tagliaferri ed il sommelier. Probabilmente la donna aveva deciso di chiudere definitivamente quella relazione, non solo a causa dei continui litigi, ma anche per un sentimento che nel tempo si era affievolito.[3] Agli atti non risultano denunce pregresse, né segnalazioni per maltrattamenti o violenze riguardanti la coppia. Amici e conoscenti hanno parlato di loro riferendo di un rapporto apparentemente sereno.
È emerso, tuttavia, che l'uomo era in cura presso il "Dipartimento di Salute mentale" dell'Azienda Sanitaria Locale di Salerno.[7][8] Il direttore del dipartimento, raggiunto dalla stampa locale, ha precisato: "Di Domenico aveva attraversato una sofferenza psichica, ma aveva anche seguito con regolarità un percorso di cura. Non solo: aveva raggiunto un buon livello di consapevolezza nella gestione della relazione di coppia e condiviso con i professionisti una rimodulazione dei farmaci, coerente con il suo percorso di maturazione. Fino a pochi giorni prima dell'omicidio, non c'era alcuna condizione di crisi, nessun indicatore di pericolo. Questo è agli atti".[9]