Voce su Camilla Auciello
Camilla Auciello, 35 anni, fu uccisa il 2 aprile 2011 nell'abitazione in cui risiedeva a Baricella in provincia di Bologna. L'autore del delitto fu il convivente Claudio Bertazzoli, un appuntato dei Carabinieri di 45 anni. Dopo aver compiuto l'omicidio, l'uomo portò la figlia dai genitori e si andò a costituire alla Polizia di Faenza. Di fronte agli agenti, aveva confessato le proprie responsabilità.[1]
Uno scorcio di Piazza Giosuè Carducci a Baricella (di Threecharlie, licenza CC BY-SA 3.0)
L'autopsia rilevò fino a 46 fendenti inflitti sul corpo della vittima a colpi di forbice e martello. L'uomo le infilò un calzino in bocca per impedirle di urlare durante la brutale aggressione. Il movente del delitto sarebbe stato riconducibile al rifiuto della donna di allontanarsi dalla casa di Baricella, nonché a lasciare l'affidamento della figlia all'ex compagno.[2]
La signora Auciello, originaria di Acquaviva delle Fonti in provincia di Bari, si era trasferita in Emilia Romagna all'età di 20 anni, sposandosi con un precedente compagno. Un matrimonio che poi terminò con la separazione consensuale. La donna rimase nel Bolognese e successivamente conobbe Bertazzoli. Dalla relazione con il carabiniere nacque una figlia nel 2008. Nel corso del tempo, però, il loro rapporto andò sempre più in crisi.
L'uomo fu processato in rito abbreviato e condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per omicidio volontario. La difesa propose l'esecuzione di una perizia psichiatrica sull'imputato, ma l'istanza fu respinta dai giudici.[3] Il verdetto escluse le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dei futili motivi.[4][5]