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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Giulia Ballestri a Ravenna

Vittima:
Giulia Ballestri
Killer:
Matteo Cagnoni
Località:
Ravenna
Data:
19 settembre 2016
Foto della Chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna dove si sono svolti i funerali di Giulia Ballestri
Foto della Chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna dove si sono svolti i funerali di Giulia Ballestri (di Wilfred Krause, licenza CC BY-SA 3.0)
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Foto della Chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna dove si sono svolti i funerali di Giulia Ballestri
Foto della Chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna dove si sono svolti i funerali di Giulia Ballestri (di Wilfred Krause, licenza CC BY-SA 3.0)

Il corpo senza vita di Giulia Ballestri, 40 anni, è stato ritrovato lunedì 19 settembre 2016 all'interno di una villa abbandonata in via Padre Genocchi a Ravenna, di proprietà del marito Matteo Cagnoni, 51 anni. Non si avevano più notizie della donna da venerdì 16, quando era uscita in mattinata insieme al coniuge, un noto dermatologo fiorentino, dal quale era in corso di separazione. Quest'ultimo non si era preoccupato della sua scomparsa, fu la famiglia della vittima a denunciare la sparizione.

L'uomo fu fermato a Firenze lo stesso giorno del rinvenimento del cadavere, si trovava nell'abitazione dei genitori, insieme ai tre figli della coppia. Quando la polizia raggiunse il posto per una perquisizione, Cagnoni scappò da una finestra sul retro facendo perdere le proprie tracce. Ritornato poi in casa, pensando che gli agenti non fossero più presenti, fu definitivamente catturato. Interrogato sulla moglie, si è sempre dichiarato innocente ed estraneo alle responsabilità riguardanti la sua morte. Ma erano molti gli elementi che lo inchiodavano, tra cui le sue impronte tra le tracce ematiche della donna sulla scena del crimine. La villa in cui fu ritrovata era chiusa con l'allarme inserito: per gli inquirenti gli unici ad avere le chiavi erano i due coniugi. Il corpo era in fondo allo scantinato, riverso in una pozza di sangue.‍[1][2]

Foto di Piazza del Popolo a Ravenna
Foto di Piazza del Popolo a Ravenna (di Veniero Rubboli, licenza CC BY-SA 3.0)

Secondo le ricostruzioni, Cagnoni aveva attirato Giulia dentro la villa disabitata con una scusa. Una volta all'interno, l'ha aggredita con un tronco, tagliato da un'altra loro abitazione e portato appositamente sul luogo del delitto. Dalle indagini è emersa la brutale violenza utilizzata nei confronti della vittima. Il sangue sparso in più parti dell'abitazione ha lasciato intendere che la donna abbia provato a difendersi e a fuggire durante la colluttazione, senza riuscirci, essendo bloccata, pestata e trascinata con forza sotto i colpi del cinquantunenne. Non solo presa a bastonate, ma anche a calci e pugni che le hanno fratturato tre costole. L'uomo aveva reagito agli ultimi sussulti afferrandola per i capelli e fracassandole la testa contro lo spigolo di un muro: era stata ritrovata col volto tumefatto.

Durante un'udienza del processo, il rapporto di un anatomopatologo ha riferito che sarebbero bastati una decina di minuti per ucciderla, ma l'assassino l'ha lasciata agonizzante per più di mezz'ora perché, mosso da atroce sadismo, voleva che soffrisse. Il tutto per vendicarsi dell'umiliazione che la donna gli avrebbe inflitto in seguito alla decisione di divorziare per iniziare una nuova storia con un altro compagno col quale si stava frequentando. Cagnoni, pur mostrandosi consenziente alla separazione, in realtà non aveva mai accettato quella scelta.‍[3][4]

L'uomo era stato fermato e condotto in carcere con le accuse di omicidio volontario aggravato e occultamento di cadavere. Il 22 giugno 2018 è stato condannato all'ergastolo. Contestate nei suoi confronti anche le aggravanti della crudeltà e della premeditazione.‍[5] Il 26 settembre 2019 la condanna è stata confermata dalla Corte d'Appello.‍[6] Nelle motivazioni della sentenza è stato riportato che Cagnoni aveva esercitato sulla Ballestri un enorme potere economico, culturale e caratteriale, e quando la donna decise di lasciarlo, lui non riusciva ad accettarlo al punto da progettare il delitto caratterizzato da una feroce violenza. I legali della difesa hanno chiesto più volte di sottoporre l'imputato a una perizia psichiatrica, ma i giudici hanno ritenuto che l'uomo, pur presentando un disturbo di personalità di tipo narcisistico, fosse interamente capace di intendere e di volere.‍[7][8]

Note

  1. ^ Giulia Ballestri, 40 anni, trovata assassinata. RomagnaNOI. Archiviato dall'originale.
  2. ^ Ravenna, donna uccisa nella vecchia villa di famiglia, fermato il marito. ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale.
  3. ^ Omicidio Ballestri, l'autopsia su Giulia. "Morta dopo una lunga agonia". ilrestodelcarlino.it. Archiviato dall'originale.
  4. ^ Omicidio Giulia Ballestri marito: sconvolgente udienza al processo descrive la lunga e atroce morte della donna. UrbanPost. Archiviato dall'originale.
  5. ^ Matteo Cagnoni uccise la moglie a bastonate: condannato all'ergastolo. Blitz Quotidiano. Archiviato dall'originale.
  6. ^ Omicidio Ballestri: l'Appello conferma l'ergastolo per il medico fiorentino. FirenzeToday. Archiviato dall'originale.
  7. ^ Ravenna: Delitto Ballestri, per i giudici si è trattato di "femminicidio". TeleRomagna24. Archiviato dall'originale.
  8. ^ Omicidio di Ravenna: perché la Corte d'Appello ha confermato l'ergastolo a Cagnoni. FirenzeToday. Archiviato dall'originale.
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