Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Maria Tino a Dragoni

Vittima:
Maria Tino
Killer:
Massimo Bianchi
Località:
Dragoni
Data:
13 luglio 2017

Voce su Maria Tino

Uccisa a 49 anni il 13 luglio 2017 dal nuovo compagno Massimo Bianchi, 61 anni, a Dragoni in provincia di Caserta. Il delitto è avvenuto nella piazza del paese sotto gli occhi dei passanti quando i due si sono incontrati e la donna è stata freddata con 3 colpi di pistola. L'omicida è poi rimasto sul posto aspettando l'arrivo dei carabinieri per costituirsi. Ai militari ha motivato il gesto riferendo che la vittima lo voleva lasciare.

La signora Tino si era messa alle spalle un tormentato matrimonio dal quale erano nati due figli e credeva di aver trovato la serenità insieme a Bianchi. Proprio quest'ultimo un anno prima l'aveva salvata dalla furia del marito, Angelo Gabriele Ruggiero, che l'aveva colpita il 18 giugno 2016 con 25 coltellate al culmine di una serie di persecuzioni e violenze caratterizzate dal non riuscire ad accettare la decisione della donna di allontanarsi da lui. Lei era finita per 40 giorni in coma farmacologico, poi si è ripresa. A Ruggiero erano stati riconosciuti maltrattamenti pregressi nei confronti della coniuge e successivamente è stato condannato a 8 anni di reclusione per stalking e violenza sessuale.

Bianchi è stato condannato in primo grado a 19 anni di reclusione. La pena è stata poi ridotta in Appello a 17 anni. Esclusa l'aggravante della premeditazione.

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