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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Violenze sulla moglie a Vimercate nel 2019. Lo sconto di pena della Corte d'Appello di Milano che fa discutere.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Bestetti Enrico su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 2.5)

La Corte d'Appello di Milano ha concesso uno sconto di 8 mesi di pena a un uomo condannato in primo grado con rito abbreviato a 5 anni di reclusione per diversi episodi di violenza perpetrati nei confronti della moglie. I fatti si erano svolti a Vimercate (Monza) nel giugno del 2019.

La notizia è stata riportata dal quotidiano Il Corriere della Sera. Un 63enne originario della Romania accusava la coniuge di averlo tradito con altri uomini conosciuti su Facebook. Le aveva puntato un coltello al viso, le aveva tolto il telefono e poi l'aveva percossa con un tavolino di legno fino a prenderla a pugni. Come se non bastasse, l'aveva poi violentata costringendola ad atti sessuali.

La I Corte d'Appello milanese ha condiviso con i giudici monzesi di primo grado l'esistenza di "una prova granitica e davvero consolidata", e l'esattezza giuridica, dell'imputazione di sequestro di persona. Tuttavia il ricorso dell'imputato può trovare accoglimento limitatamente alla "doglianza" sulla "eccessività del trattamento sanzionatorio".

Concordando con il difensore dell'uomo di dover tenere conto del "contesto familiare e sociale", i giudici hanno sottolineato che il 63enne viveva in un contesto "caratterizzato da anomalie quali le relazioni della donna con altri uomini, dall'imputato quasi favorite, o comunque non ostacolate, finché lei rimase incinta di un altro soggetto".

Inoltre, dagli atti difensivi sul percorso intrapreso in carcere, è emerso che l'imputato è un "soggetto mite e forse esasperato dalla condotta troppo disinvolta della convivente, che aveva passivamente subito sino a quel momento". Il che se certo non attenua la responsabilità, per i giudici "è tuttavia indice di una più scarsa intensità del dolo, e della condizione di degrado in cui viveva la coppia".

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