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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Monza. Sequestrata e torturata in casa dall'ex compagno. Fermato un 36enne: era già stato denunciato per lesioni da un'altra donna.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Gabriele Barni su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Un uomo di 36 anni, impiegato di banca di Monza, è stato sottoposto a fermo di indiziato delitto con l'accusa di aggressione, sequestro di persona e tortura nei confronti di una donna, costretta a subire percosse senza bere o mangiare per oltre 24 ore, nel suo appartamento del centro di Monza, tra il 26 e il 27 settembre scorsi.

Si tratta di una 35enne milanese, che è stata picchiata fino a subire la frattura di tre costole. La vittima era andata a trovare l'uomo, con il quale aveva avuto una breve relazione, per un ultimo chiarimento ma è stata aggredita brutalmente. Approfittando di un momento di distrazione del 36enne è poi riuscita a chiamare i suoi parenti che sono corsi a prenderla per portarla subito in ospedale.

La 35enne, a quel punto, ha sporto denuncia ai carabinieri di Milano. Il 36enne, da qualche tempo in cura per presunti disturbi psichiatrici, era stato denunciato solo qualche giorno prima da un'altra ragazza con cui aveva avuto una relazione, alla quale ha fratturato il setto nasale, sempre durante una lite in casa sua. In quell'occasione però, la donna era riuscita a fuggire.

L'individuo si trova in custodia cautelare presso il reparto di psichiatria del San Gerardo di Monza.

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