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Milano. Parla la ragazza sequestrata e violentata da Alberto Genovese: "Su di me attacchi ingiustificati. Chiedo un po' di umanità".

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La ragazza 18enne che, secondo le accuse, sarebbe stata violentata e sequestrata dall'imprenditore Alberto Genovese, arrestato lo scorso 7 novembre per violenza sessuale a Milano, ha mandato un audio messaggio alla trasmissione "Live Non è la d'Urso", su Canale 5.

"Non ho mai percepito queste feste in Terrazza sentimento come pericolose in nessun modo, non ho mai percepito questo ambiente come viscido. Andavo lì per divertirmi e mi sono ritrovata a vivere un inferno".

"Io che sono la vittima mi sono sentita attaccata ingiustamente. Penso che manchi tanta sensibilità riguardo all'argomento perché molta gente parla, molta gente specula, molta gente commenta. Mi sono vista dipinta in tanti modi, cosa che comunque non giustificherebbe quello che mi è stato fatto, ma mi infastidisce perché io non sono così".

"Io, che sono la vittima, mi sono sentita più volte offesa, più volte attaccata ingiustamente perché dopo tutto quello che ho vissuto, quest'ulteriore 'violenza mediatica' non penso assolutamente sia giusta".

La ragazza rivolge inoltre un appello: "In questo momento chiederei un po' di umanità a tutti, sono in cura con degli psicologi e persone al mio fianco che mi stanno aiutando. Ci tengo a ribadire che sono debole, fragile e tutto questo odio gratuito nei miei confronti mi fa stare male. Ho 18 anni, faccio la modella, ho appena finito gli studi: mi sono sentita chiamare escort, che prendevo dei soldi per andare a queste feste, andavo lì per divertirmi e mi sono ritrovata in un inferno".

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