Cadoneghe. Omicidio Aycha El Abioui. Fissato l'esame per valutare la "lucidità" del marito. I figli saranno ascoltati in incidente probatorio.

Immagine della notizia (Miniatura di Threecharlie su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Quando uccise la moglie Aycha El Abioui con tre coltellate al petto, il 39enne tunisino Abdelfettah Jennati era pienamente lucido o, al contrario, aveva la mente offuscata da sostanze stupefacenti oppure antidepressivi?

Al quesito dovrà rispondere la professoressa incaricata dal pm per un'analisi tossicologica dei campioni di sangue e urine prelevati all'uomo poco dopo l'accaduto. Il materiale biologico è stato conservato e ora sarà analizzato: si tratta di uno degli ultimi atti dell'inchiesta che sta marciando rapidamente verso la conclusione.

Resta un ulteriore tassello da completare: i tre bambini della coppia (affidati alla famiglia materna che vive in Sicilia) saranno sentiti con il meccanismo dell'incidente probatorio, una sorta di mini-processo durante la fase dell'indagine per cristallizzare i loro racconti ed evitare il loro interrogatorio qualora fosse celebrato l'eventuale processo vero e proprio.

Abdelfettah Jennati è accusato di omicidio volontario aggravato dal rapporto di parentela. La sera del 24 novembre 2020 l'aggressione mortale alla consorte 31enne Aycha El Abioui nel loro appartamento di Cadoneghe (Padova).

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