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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Esther Onane Eghianruwa a Dalmine

Vittima:
Esther Onane Eghianruwa
Killer:
Fabrizio Vitali
Località:
Dalmine
Data:
20 gennaio 2018
Foto del comune di Dalmine in Piazza della Libertà
Foto del comune di Dalmine in Piazza della Libertà (di Paolo Ghilardi, licenza CC BY-SA 3.0)
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Foto del comune di Dalmine in Piazza della Libertà
Foto del comune di Dalmine in Piazza della Libertà (di Paolo Ghilardi, licenza CC BY-SA 3.0)

Esther Onane Eghianruwa è stata uccisa da Fabrizio Vitali la mattina del 20 gennaio 2018 nella camera numero 24 al secondo piano dell'Hotel Daina a Dalmine, provincia di Bergamo. È stato l'uomo, sessantunenne residente a Bottanuco, a chiamare i soccorsi dopo averla freddata con un colpo di pistola. Davanti ai carabinieri, ha confessato il delitto.

Secondo le dichiarazioni rese da Vitali agli inquirenti, lui frequentava saltuariamente Esther, trentasettenne nigeriana, per consumare rapporti sessuali a pagamento. Il primo incontro tra i due sarebbe avvenuto circa due anni prima, ai quali poi ne sono succeduti altri. Negli ultimi tempi l'omicida avrebbe ritenuto troppo esose le richieste economiche della donna, tanto da pensare di smettere di vederla. Tuttavia, sempre secondo la versione del sessantunenne, lei non voleva chiudere definitivamente i contatti ed era diventata troppo insistente.

Vitali da appuntamento a Esther il venerdì sera del 19 gennaio e i due passano la notte all'Hotel Daina. L'uomo aveva portato con sé una pistola, detenuta legalmente. La mattina seguente, volendo porre un termine una volta e per tutte a quegli incontri, spara alla donna un colpo alla nuca. Dall'autopsia è emerso che non c'è stata colluttazione prima di premere il grilletto. All'arrivo dei carabinieri, chiuso in camera minaccia di suicidarsi, ma successivamente apre la porta e si costituisce.‍[1][2]

Pentito del gesto, sceglie di farsi processare col rito abbreviato e il 15 gennaio 2019 viene condannato a 20 anni di carcere.‍[3]

Note

  1. ^ Lei vuole lasciarlo, lui le spara e la uccide in hotel a Dalmine. Bergamo News. Archiviato dall'originale.
  2. ^ Uccisa in hotel a Dalmine, il 61enne: "Voleva sempre più soldi, così le ho sparato". Bergamo News. Archiviato dall'originale.
  3. ^ Uccise una 37enne in hotel a Dalmine: condannato a 20 anni. Bergamo News. Archiviato dall'originale.
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