Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Fortuna Bellisario a Miano di Napoli

Vittima:
Fortuna Bellisario
Presunto killer:
Vincenzo Lo Presto
Località:
Miano di Napoli
Data:
7 marzo 2019
La Basilica di Santa Maria della Sanità a Napoli dove sono stati celebrati i funerali di Fortuna Bellisario

La Basilica di Santa Maria della Sanità a Napoli dove sono stati celebrati i funerali di Fortuna Bellisario.

Voce su Fortuna Bellisario

La Basilica di Santa Maria della Sanità a Napoli dove sono stati celebrati i funerali di Fortuna Bellisario

La Basilica di Santa Maria della Sanità a Napoli dove sono stati celebrati i funerali di Fortuna Bellisario.

Fortuna Bellisario, 36 anni, è morta il 7 marzo 2019 nella casa che condivideva con il marito Vincenzo Lo Presto, 41 anni.

Il drammatico episodio avvenne in un'abitazione del parco La Quadra, situato nel quartiere di Miano a Napoli. Fu lo stesso uomo a chiamare i soccorsi dopo aver constatato le condizioni critiche della coniuge.

I sanitari giunti sul posto provarono a rianimare la vittima, ma non riuscirono a salvarla. Fra i due coniugi ci sarebbe stato un litigio, culminato in una violenta aggressione fisica da parte del quarantunenne. All'arrivo delle forze dell'ordine, Lo Presto fu arrestato e condotto in carcere con l'accusa di omicidio.

La signora Bellisario aveva 3 figli, tutti minorenni di 7, 10 e 11 anni, che fortunatamente non avrebbero assistito all'accaduto, poiché si sarebbero trovati fuori casa insieme alla nonna.‍‍[1]‍‍[2] Lo Presto confessò di aver percosso la moglie con una stampella, dopodiché lei, colta da un malore, crollò a terra incosciente.

La stampella usata per aggredire la vittima era quella che l'uomo, sofferente di problemi ortopedici, utilizzava per i suoi spostamenti. Colpita ripetutamente in varie parti del corpo, la trentaseienne ebbe conati di vomito preceduti da capogiri. Un grave trauma provocò un'emorragia che le causò la morte per soffocamento.

Il quarantunenne venne rinviato a giudizio in rito abbreviato. Nel corso del processo fu contestato il reato di omicidio volontario. La pubblica accusa sostenne che l'imputato sottoponeva la moglie a violenze fisiche ripetute nell'arco di diversi anni fino al drammatico epilogo. Tuttavia la Corte nel dicembre del 2020 aveva derubricato il fatto a omicidio preterintenzionale, condannando Lo Presto a 10 anni di reclusione. Dunque, pur riconoscendo la morte come conseguenza delle percosse, fu esclusa la volontà di uccidere.‍‍[3]

Due mesi dopo, nel febbraio del 2021, l'uomo era stato scarcerato e sottoposto agli arresti domiciliari su decisione del giudice che, accogliendo la richiesta della difesa, lo aveva ritenuto "non socialmente pericoloso". Il quarantunenne era stato condotto a casa della madre, ovvero nella stessa abitazione dove avvenne il delitto.‍‍[4]‍‍[5] Dalle successive ricostruzioni giornalistiche era emerso che Lo Presto avrebbe istigato i figli a maltrattare la loro madre. I bambini sarebbero stati manipolati dal padre e minacciati di essere picchiati a loro volta se non avessero obbedito.‍‍[6]

Nel frattempo la Procura si era opposta alla disposizione dei domiciliari presentando un'istanza di ripristino della custodia in carcere per l'uomo. Nel contrastare tale richiesta, i legali della difesa avevano sostenuto che non furono le percosse del marito a causare il decesso, ma una rovinosa caduta provocata dal filo del forno a microonde, nel quale la donna era inciampata, che innescò l'ematoma subdurale acuto che, poco dopo, la portò alla morte.‍‍[7]

Nel seguente mese di giugno l'istanza della Procura era stata vagliata e accolta dalla Cassazione, dunque l'uomo era tornato in carcere.‍[8] Il 22 luglio 2021 la Corte d'Appello di Napoli non aveva confermato la sentenza di primo grado, stabilendo la condanna dell'imputato a 30 anni di reclusione per omicidio volontario.‍[9][10]

Note

  1. Napoli, picchia la moglie e la uccide, poi chiama il 118: "Non respira più". la Repubblica. Archiviato dall'originale. Consultato l'11 marzo 2019.
  2. Miano, donna trovata senza vita in casa dopo una lite: si indaga sul marito. NapoliToday. Archiviato dall'originale. Consultato l'11 marzo 2019.
  3. Fortuna Bellisario, la Procura di Napoli non ci sta: "Il marito torni in cella". Il Mattino.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 5 marzo 2021.
  4. Uccise la moglie Fortuna, dal carcere a casa dopo 2 anni: tensione al rione Sanità. la Repubblica. Archiviato dall'originale. Consultato il 25 febbraio 2021.
  5. Napoli, uccise la moglie e madre di 3 figli: dal carcere ai domiciliari dopo soli 2 anni. Il Meridiano News. Archiviato dall'originale. Consultato il 25 febbraio 2021.
  6. Donna uccisa dal marito a Napoli, l'uomo obbligava anche i figli a picchiare la madre. Il Mattino. Archiviato dall'originale. Consultato il 20 aprile 2021.
  7. Uccisa a Napoli: legale, causa morte una caduta non le botte. ANSA. Archiviato dall'originale. Consultato il 20 aprile 2021.
  8. Morte Fortuna Bellisario, torna in carcere il marito. NapoliToday. Archiviato dall'originale. Consultato il 18 giugno 2021.
  9. Fortuna Bellisario, marito condannato a 30 anni di reclusione. Napoli ZON. Archiviato dall'originale. Consultato il 23 luglio 2021.
  10. Omicidio Fortuna Bellisario, marito condannato a 30 anni dopo clamore mediatico. Il Riformista. Archiviato dall'originale. Consultato il 23 luglio 2021.

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