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Domani sarà la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di instituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Il femminicidio di Caterina Di Stefano a Caltagirone

Vittima:
Caterina Di Stefano
Presunto killer:
Giuseppe Randazzo
Località:
Caltagirone
Data:
13 agosto 2020
Uno scorcio di Caltagirone scattato dalla cima delle scale di Santa Maria del Monte
Uno scorcio di Caltagirone scattato dalla cima delle scale di Santa Maria del Monte (di Thérèse Gaigé, licenza CC BY-SA 4.0)
Uno scorcio di Caltagirone scattato dalla cima delle scale di Santa Maria del Monte
Uno scorcio di Caltagirone scattato dalla cima delle scale di Santa Maria del Monte (di Thérèse Gaigé, licenza CC BY-SA 4.0)

Caterina Di Stefano, 46 anni, è morta nel pomeriggio del 13 agosto 2020 all'interno della sua abitazione a Caltagirone in provincia di Catania.‍[1]

A dare l'allarme sono stati i vicini di casa. Quando i soccorritori sono giunti sul posto, hanno trovato il corpo senza vita della vittima mentre il marito Giuseppe Randazzo, 50 anni, è stato rinvenuto nei pressi del cadavere, in stato confusionale.

L'uomo è stato accompagnato dagli agenti di polizia in commissariato per essere sottoposto a interrogatorio. In un primo momento, avrebbe affermato che la moglie era caduta dalle scale. Successivamente ha ammesso di aver avuto un litigio con lei, non ricordando però cosa fosse successo in seguito, senza fornire dunque alcuna spiegazione sulla causa del decesso. Sia sul corpo dell'uomo che su quello della donna sono stati ritrovati segni di violenza, causati da una forte colluttazione, che hanno confermato l'ipotesi del litigio. Ipotesi rafforzata anche dalla testimonianza di alcuni vicini che avrebbero sentito delle urla provenire dall'abitazione prima della tragedia.

La quarantaseienne, chiamata dai conoscenti Catya, lavorava come assistente socio sanitaria in una comunità per disabili. Ultimamente la sua relazione col marito sarebbe stata in crisi, tanto da farle intraprendere la decisione di avviare le pratiche per la separazione. Secondo le ricostruzioni, Randazzo non aveva accettato di buon grado quella scelta, così nel pomeriggio avrebbe atteso il ritorno a casa della donna per mettere in atto un ennesimo tentativo di riallacciare il rapporto, ma l'incontro sarebbe degenerato in un violento alterco.

Dall'ispezione medico legale effettuata sul posto sarebbero stati evidenziati dei segni sul collo della vittima, riconducibili a uno strangolamento, considerata presumibilmente la causa della morte.‍[2] Considerati gli elementi raccolti e la presenza del cinquantenne sulla scena del crimine all'arrivo degli agenti di polizia, Randazzo è stato sottoposto ad arresto e condotto in carcere come presunto responsabile del delitto con l'accusa di omicidio volontario.‍[3][4]

Il 17 agosto, nell'interrogatorio di garanzia di fronte al giudice per le indagini preliminari, il cinquantenne si è mostrato confuso e ha continuato a ribadire di non ricordare esattamente gli attimi successivi al litigio con la moglie. Il giudice, ritenendolo pericoloso, ha convalidato l'arresto disponendo la permanenza in carcere. In serata Randazzo è stato trovato morto suicida, impiccato, all'interno della cella del penitenziario in cui era detenuto.‍[5][6]

Note

  1. Priva di vita nell'androne di casa: è di Caterina Di Stefano il cadavere trovato nel Catanese. Newsicilia. Archiviato dall'originale. Consultato il 13 agosto 2020.
  2. Caltagirone, Catya uccisa dal marito la lite e poi la morte giù per le scale. La Sicilia. Archiviato dall'originale. Consultato il 13 agosto 2020.
  3. Donna morta a Caltagirone, arrestato il marito: "Abbiamo litigato, poi non ricordo". la Repubblica. Archiviato dall'originale. Consultato il 14 agosto 2020.
  4. Donna morta a Caltagirone: Polizia arresta il marito per omicidio che va in carcere. Sicilia Report. Archiviato dall'originale. Consultato il 14 agosto 2020.
  5. Accusato morte moglie, suicida in cella. ANSA. Archiviato dall'originale. Consultato il 18 agosto 2020.
  6. Uxoricidio Caltagirone, il marito di Catya si è suicidato in carcere. La Sicilia. Archiviato dall'originale. Consultato il 18 agosto 2020.
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