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Domani sarà la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di instituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Il femminicidio di Mihaela Apostolides a Cuneo

Vittima:
Mihaela Apostolides
Killer:
Francesco Borgheresi
Località:
Cuneo
Data:
22 maggio 2020
Foto della Torre Civica di Cuneo
Foto della Torre Civica di Cuneo (di Flesiot, licenza CC BY-SA 4.0)
Foto della Torre Civica di Cuneo
Foto della Torre Civica di Cuneo (di Flesiot, licenza CC BY-SA 4.0)

Mihaela Apostolides, 44 anni, è stata uccisa da Francesco Borgheresi, 42 anni, nel pomeriggio del 22 maggio 2020 nel piazzale del centro commerciale Auchan in località Tetto Garetto a Cuneo.‍[1]

La vittima, originaria della Romania e nata a Budapest, è stata freddata con diversi colpi di pistola. Il suo corpo senza vita è stato ritrovato all'interno di una Fiat Panda, ferma nel parcheggio del centro commerciale. Borgheresi, militare fiorentino di stanza a Pinerolo (Torino), durante la sparatoria si è ferito alla mano con la stessa arma da fuoco, regolarmente detenuta. Poi, alcuni minuti dopo aver compiuto il delitto, ha chiamato i soccorsi, confessando il reato. All'arrivo della polizia, mostrandosi in stato confusionale, non ha opposto resistenza e si è costituito agli agenti.‍[2]

Il quarantaduenne è il figlio della fondatrice della comunità "Il Forteto", una cooperativa taumaturgica per bambini disabili che nel corso degli anni celò violenze, abusi e maltrattamenti su minori. Non era stato cresciuto dalla madre naturale Giovanna Leoncini, ma fu affidato dai fondatori a una madre funzionale di nome Daniela Tardani, poi condannata a 6 anni di reclusione.‍[3][4]

La Apostolides nel 2003 si era separata dal marito, con il quale si era lasciata in buoni rapporti. L'uomo era rimasto a vivere a Cipro insieme alla figlia, mentre la donna si era trasferita in Italia, prima a Salluzzo, poi nel capoluogo. L'ex marito è deceduto negli anni successivi e la figlia, 19 anni, avrebbe voluto trasferirsi a Cuneo per stare vicino alla madre.‍[5]

Borgheresi e Apostolides avrebbero avuto una relazione da circa due anni. Anche lui si era lasciato un matrimonio alle spalle: era divorziato. Non si erano visti nel periodo di lockdown per la pandemia di Coronavirus, ma la sera prima il militare si era recato a Cuneo, dove la quarantaquattrenne lavorava, per incontrarla. Il pomeriggio del 22 maggio erano usciti insieme per andare al centro commerciale a fare compere, ma nel parcheggio sarebbe scoppiata una lite, poi sfociata nel tragico delitto. Nel sopralluogo sulla scena del crimine gli inquirenti hanno anche trovato un'altra pistola appartenente all'uomo, riposta nel bagagliaio dell'auto.‍[6]

Il quarantaduenne, interrogato dal pubblico magistrato, ha ribadito la sua confessione, riferendo di aver agito per gelosia perché lui sapeva che la donna aveva altre relazioni e non ce la faceva a sopportarlo. Ha inoltre precisato che lei durante il lockdown gli avrebbe chiesto molti soldi.‍[4][7] La sorella e le colleghe della vittima tuttavia hanno smentito il fatto che la quarantaquattrenne fosse fidanzata con Borgheresi, ma piuttosto si sarebbero frequentati da conoscenti.‍[5]

Il 25 maggio, durante l'interrogatorio di garanzia, Borgheresi ha ribadito la sua confessione. Il giudice per le indagini preliminari ha convalidato l'arresto.‍[8]

Note

  1. Femminicidio a Cuneo: militare di Pinerolo uccide la compagna all'Auchan. La Stampa. Archiviato dall'originale. Consultato il 23 maggio 2020.
  2. Ulteriori dettagli sul femminicidio dell'Auchan di Cuneo. Cuneo24. Archiviato dall'originale. Consultato il 23 maggio 2020.
  3. Uccide l'amante, era nato e vissuto al Forteto. 'Hanno vinto i mostri anche stavolta'. OK!Mugello. Archiviato dall'originale. Consultato il 23 maggio 2020.
  4. a b Donna uccisa nel parcheggio di un supermercato. "Sono stato io, ho perso la testa". La Nazione. Archiviato dall'originale. Consultato il 24 maggio 2020.
  5. a b Mihaela cercava un nuovo alloggio per andarci ad abitare con la figlia, non con il suo assassino. La Stampa. Archiviato dall'originale. Consultato il 24 maggio 2020.
  6. L'uomo che ha ucciso la compagna all'Auchan di Cuneo era nato nella comunità di una setta condannata per violenza sui bambini. Quotidiano Piemontese. Archiviato dall'originale. Consultato il 23 maggio 2020.
  7. Cuneo. Omicidio di Mihaela Apostolides: la confessione di Francesco Borgheresi. La Prima Pagina. Archiviato dall'originale. Consultato il 23 maggio 2020.
  8. Omicidio all'Auchan di Cuneo: convalidato l'arresto del militare fiorentino. Targatocn.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 25 maggio 2020.
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