Voce su Catherine Panis e Stefania Chiarisse Staltari
Catherine Panis, 42 anni, e sua figlia Stefania Chiarisse, 15 anni, furono uccise dal marito e padre Salvatore Staltari, 70 anni.[1]
La Chiesa di San Martino Vescovo a Carpiano in provincia di Milano (di adirricor, licenza CC BY 3.0)
Il duplice omicidio si consumò nella casa della famiglia a Francolino, una frazione del comune di Carpiano in provincia Milano. Le due vittime furono freddate nel sonno mentre dormivano tra le 06:00 e le 07:00 di domenica 22 agosto 2021. L'uomo rimase per circa sette ore nell'appartamento, vegliando sui corpi senza vita della moglie e della figlia, poi nel corso del pomeriggio telefonò al 118, confessando quanto aveva compiuto e annunciando l'intenzione di suicidarsi.[2]
Quando successivamente giunsero i Carabinieri sul posto, fu trovato il cadavere dell'uomo oltre a quelli di Catherine Panis e Stefania Chiarisse. Il settantenne utilizzò una pistola, non regolarmente detenuta, per compiere i delitti. Secondo le ricostruzioni, Salvatore Staltari era in cura per depressione.[3]
Il Comune di Carpiano e i servizi sociali avevano seguito la famiglia fino a due anni prima del drammatico accaduto. L'amministrazione comunale aveva inserito l'anziano tra i soggetti a rischio di esclusione sociale. Tuttavia la situazione familiare era rimasta tesa, tanto che i vicini di casa sentivano spesso delle forti urla provenire dall'appartamento in cui le vittime risiedevano.
Catherine Panis era originaria di Manila, la capitale delle Filippine, e lavorava in una ditta del Milanese.[4] Salvatore Staltari, detto Totò dai conoscenti più stretti, era nato a Messina e cresciuto a Porto Empedocle (Agrigento). L'uomo, ex elettricista e manutentore in pensione, negli ultimi tempi era alla ricerca di un'occupazione a causa di varie difficoltà economiche.
I Carabinieri rinvennero nell'abitazione familiare una lunga lettera, scritta da Staltari in cinque pagine, nelle quali sarebbero state riportate le motivazioni dell'efferato gesto.[5] Dal testo sarebbero emerse parole senza senso, tra cui accuse alla moglie per le piante non curate, le spine della luce danneggiate e piccoli battibecchi amplificati dalla depressione del settantenne.[6] L'anziano, infine, avrebbe espresso l'intenzione di togliere la vita anche alla figlia Stefania, perché troppo piccola per rimanere senza genitori.
Proprio quella lunga lettera fece ritenere agli investigatori che il duplice omicidio fosse stato premeditato, e non il frutto di un gesto d'impeto.[7]