Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Ginetta Giolli a Livorno

Vittima:
Ginetta Giolli
Presunto killer:
Youssef El Haitami
Località:
Livorno
Data:
3 luglio 2021
Il monumento a Leopoldo II di Toscana in Piazza della Repubblica a Livorno. Dietro la Fortezza Nuova e, sullo sfondo, il tiburio della Cupola di Santa Caterina

Il monumento a Leopoldo II di Toscana in Piazza della Repubblica a Livorno. Dietro la Fortezza Nuova e, sullo sfondo, il tiburio della Cupola di Santa Caterina (di Etienne Li, licenza CC BY-SA 3.0).

Voce su Ginetta Giolli

Ginetta Giolli, 62 anni, è stata trovata morta il 3 luglio 2021 nell'abitazione in cui risiedeva a Livorno.‍[1]

Il monumento a Leopoldo II di Toscana in Piazza della Repubblica a Livorno. Dietro la Fortezza Nuova e, sullo sfondo, il tiburio della Cupola di Santa Caterina

Il monumento a Leopoldo II di Toscana in Piazza della Repubblica a Livorno. Dietro la Fortezza Nuova e, sullo sfondo, il tiburio della Cupola di Santa Caterina (di Etienne Li, licenza CC BY-SA 3.0).

A dare l'allarme era stata un'amica della donna che non riusciva più a mettersi in contatto con lei da giorni. L'ingresso dell'appartamento era chiuso a chiave: per fare irruzione all'interno fu necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco. La vittima giaceva esanime in camera da letto e presentava una profonda ferita alla testa. Il marito della donna, Youssef El Haitami, marocchino di 55 anni, venne immediatamente ricercato dalla Polizia, ma risultava irreperibile. Lui stesso si presentò spontaneamente in questura il pomeriggio del giorno seguente, domenica 4 luglio.

L'uomo di fronte agli inquirenti dichiarò di essere fuori regione il giorno precedente, non sapendo del decesso della moglie e rendendosi dunque estraneo alle vicende relative alla morte della donna.‍[2] Tuttavia gli accertamenti degli investigatori non avevano rilevato sufficienti riscontri a conferma del suo alibi.‍[3] Di conseguenza nei confronti di El Haitami fu emesso il decreto di fermo con l'accusa di omicidio volontario.‍[4][5]

Secondo le ricostruzioni investigative, l'uomo avrebbe commesso il delitto nel corso della giornata del 1º luglio, colpendo la vittima a martellate alla testa. La violenta aggressione sarebbe avvenuta al culmine di un litigio. Dopodiché il cinquantacinquenne aveva abbandonato l'abitazione, chiudendo la porta a chiave, con l'intenzione di lasciare il territorio nazionale, pur recandosi la domenica successiva dalla Polizia.

In base alle testimonianze dei conoscenti, El Haitami non viveva stabilmente con la moglie, infatti la coppia avrebbe contratto il matrimonio principalmente per far ottenere il permesso di soggiorno al marocchino. La donna però, nell'ultimo periodo, avrebbe espresso a una propria amica l'intenzione di allontanare definitivamente il marito da casa perché diceva di avere paura di lui.

L'8 luglio, nell'interrogatorio di garanzia dinanzi al giudice per le indagini preliminari, il cinquantacinquenne si avvalse della facoltà di non rispondere, continuando comunque a ribadire la propria innocenza. Nei suoi confronti fu convalidata la custodia cautelare in carcere.‍[6] Nel 2022 l'indiziato fu rinviato a giudizio. La Procura aveva contestato le aggravanti della crudeltà e del vincolo coniugale.‍[7]

El Haitami scelse di non testimoniare nel corso del processo, ma il precedente novembre del 2021 aveva dichiarato in un nuovo interrogatorio di aver cenato con la moglie la sera del 2 luglio, poi aveva lasciato l'abitazione quando la donna era ancora viva. Le analisi dei consulenti sul cellulare in uso all'imputato collocavano il cinquantacinquenne nella casa della vittima la sera del 1º luglio, in un orario che sarebbe compatibile con il momento in cui si è verificato il delitto.‍[8]

Note

  1. Trovata morta in casa con una ferita alla testa, si indaga tra i conoscenti di Ginetta. Il Telegrafo. Archiviato dall'originale. Consultato il 9 luglio 2021.
  2. Uccisa a martellate, il marito di Ginetta respinge le accuse: "Non sono stato io ad ammazzarla". Il Tirreno. Archiviato dall'originale. Consultato il 9 luglio 2021.
  3. Omicidio di Ginetta Giolli, fermato il marito. Non convince il suo alibi. Il Telegrafo. Archiviato dall'originale. Consultato il 9 luglio 2021.
  4. Uccisa a martellate in casa a Livorno, in carcere per l'omicidio l'ex marito: "Progettava la fuga". Il Tirreno. Archiviato dall'originale. Consultato il 9 luglio 2021.
  5. Morte Ginetta Giolli, fermato il marito: è indagato per omicidio volontario. LivornoToday. Archiviato dall'originale. Consultato il 9 luglio 2021.
  6. Il biglietto per Roma, l'alibi e la testimone, ecco perché il marito resta in carcere per il delitto di via Garibaldi. Il Tirreno. Archiviato dall'originale. Consultato il 9 luglio 2021.
  7. "L'ha uccisa a martellate mentre dormiva": chiesto il giudizio immediato per il marito. Il Tirreno. Archiviato dall'originale. Consultato il 7 febbraio 2022.
  8. Uccisa a martellate a Livorno, parla il marito: "Da lei ho mangiato solo la pizza". Il Tirreno. Archiviato dall'originale. Consultato il 10 giugno 2022.

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