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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Vaiano. Omicidio Claudia Corrieri. Assegnato oggi l'incarico per l'autopsia: da chiarire gli ultimi dubbi sulla dinamica del delitto.

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Miniatura della notizia (Miniatura di MassimilianoGalardi su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Sarà assegnato oggi, lunedì 21 settembre, l'incarico per eseguire l'autopsia sul corpo di Claudia Corrieri, 38 anni, e su quello del compagno Leonardo Santini, 50 anni, che giovedì scorso ha ucciso la donna nella loro abitazione di Vaiano per poi togliersi la vita gettandosi dal ponte sospeso di San Marcello Pistoiese.

L'esame autoptico sarà utile a mettere a loro posto gli ultimi tasselli del puzzle dell'ennesimo femminicidio. Al momento non è ancora chiaro se Santini abbia usato un coltello o una forbice per aggredire la compagna, trovata in un lago di sangue sul pavimento della camera da letto.

L'esame del medico legale aiuterà anche a capire come Santini si sia ferito al palmo della mano. Più difficile invece comprendere se l'uomo abbia agito premeditando tutto, come potrebbe far pensare il fatto che giovedì mattina abbia portato la figlia di due anni a casa dei propri genitori, che abitano nelle vicinanze, e poi sia tornato nell'appartamento dove ha compiuto il delitto.

Appare più verosimile l'ipotesi gesto d'impeto al culmine dell'ennesima lite per l'eventuale imminente separazione, frutto di continue tensioni nella coppia. Nessun dubbio tuttavia che si tratti di un femminicidio, perché prima di suicidarsi il cinquantenne ha lasciato un biglietto in cui ha spiegato di aver avuto paura di perdere la bambina.

Ed è proprio alla bambina che l'autorità giudiziaria sta pensando, nominando un curatore speciale in quanto parte lesa del procedimento penale. Ora si trova a Iolo, frazione della città di Prato, dai nonni materni che ne chiederanno l'affidamento.

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