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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Urago Mella. Omicidio Mina Safine. Il marito continua a parlare del tentativo di gesto estremo. Oggi l'autopsia.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Wolfgang Moroder, licenza CC BY-SA 3.0)

È in programma oggi, 30 settembre, all'ospedale Gaslini di Genova, l'autopsia su Mina Safine, la 45enne marocchina che secondo l'accusa è stata bruciata viva dal marito nella sua abitazione di Urago Mella a Brescia.

Dopo una settimana di agonia, la donna è morta domenica scorsa, 27 settembre, nel centro grandi ustionati del capoluogo ligure mentre il marito, Abderrahin Senbel, connazionale di 55 anni, a sua volta lievemente ustionato, si trova piantonato all'ospedale di Brescia con l'accusa di omicidio volontario.

Nei suoi confronti è stata disposta la custodia cautelare in carcere, ma rimarrà in ospedale fin quando le sue condizioni non miglioreranno. Proprio ieri ha ricevuto dal suo legale la notizia del decesso della moglie. Ciò nonostante, l'uomo continua sulla sua linea difensiva, respingendo ogni addebito e sostenendo che la coniuge abbia tentato un gesto estremo in preda a una crisi depressiva e lui ha provato a salvarla.

L'esame autoptico odierno potrebbe chiarire i dubbi e restituire una dinamica maggiormente chiara di quanto successo la sera del 20 settembre nell'appartamento di via Tiboni.

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