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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Marcianise. Omicidio Angela Gentile del 1991. Confermato il carcere e il 41 bis per la mandante Maria Buttone.

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Miniatura della notizia (Miniatura di AngeloMilan96 su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

L'arresto di Maria Buttone è legittimo. L'omicidio di Angela Gentile, amante del marito, pesa come un macigno sul suo passato. Per i magistrati della corte di Cassazione, è giusto che la moglie dell'ex boss di Marcianise resti in carcere dopo la condanna all'ergastolo per aver dato l'ordine di uccidere la 37enne scomparsa il 28 ottobre 1991 da Caserta.

E per la Procura Antimafia è giusto anche il 41 bis. Maria Buttone è una delle poche donne a subire il regime di carcere duro e di isolamento riservato ai boss di mafia e camorra. Il suo destino lo ha deciso il sostituto procuratore Luigi Landolfi della Dda di Napoli che, nel maggio scorso, aveva chiesto e ottenuto per lei il 41 bis. Ieri l'ultimo atto della vicenda, sancito dalla Cassazione che ha rigettato la richiesta di annullare la decisione del Tribunale del Riesame di Napoli.

Maria Buttone, cugina dell'ex killer ora pentito, Bruno, è quindi la mandante dell'omicidio dell'amante del marito. Per i giudici del tribunale chiese l'eliminazione di Angela Gentile, che aveva l'unica colpa, a cavallo tra gli anni '80 e '90, di essersi innamorata del boss di Marcianise, Domenico Belforte, dalla cui relazione nacque anche una figlia.

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