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Bergamo. Omicidio Gianna Del Gaudio. Per la difesa di Antonio Tizzani la vittima fu uccisa dallo stesso killer di Daniela Roveri.

Miniatura della notizia (Miniatura di Steffen Schmitz (Carschten) su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Per la difesa di Antonio Tizzani, a uccidere Gianna del Gaudio con una coltellata al collo la notte del 27 agosto 2016 a Seriate sarebbe stata la stessa mano che ha ucciso Daniela Roveri quattro mesi più tardi nel quartiere Colognola di Bergamo.

Lo ha sostenuto il genetista Giorgio Portera, ascoltato dalla Corte nell'udienza tenutasi ieri, martedì 17 novembre, del processo a carico dell'ex ferroviere accusato di omicidio. Il professionista ha riferito che "c'è una forte compatibilità tra il DNA rilevato sul guanto trovato con il taglierino del 'delitto Del Gaudio' e quello individuato sul volto della signora Roveri".

L'ipotesi di un "omicida comune" era già stata avanzata e approfondita quattro anni fa sui due casi avvenuti a pochi chilometri di distanza. Tuttavia, dopo lunghe settimane, la pista era stata accantonata perché le tracce erano state ritenute solo "blandamente compatibili".

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