Livorno. Il caso della morte di Ginetta Giolli. L'alibi del marito non convince nemmeno il gip. Confermata la custodia in carcere.

Immagine della notizia (Miniatura di Etienne (Li) su Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 3.0)

Il giudice per le indagini preliminari nella giornata di ieri ha convalidato il fermo nei confronti di Youssef El Haitami, indiziato dell'omicidio della moglie Ginetta Giolli.

La donna era stata trovata senza vita lo scorso sabato 3 luglio nella sua abitazione a Livorno. Il coniuge si era dichiarato innocente, ma gli inquirenti avevano fatto scattare il fermo nei suoi confronti.

Secondo gli investigatori, l'alibi che l'uomo aveva fornito non regge. Fondamentale inoltre la testimonianza della vicina della signora Ginetta, che aveva raccontato di una telefonata drammatica con la vittima la notte in cui era stata uccisa e altri episodi che confermerebbero un rapporto burrascoso tra i coniugi.

Poi il biglietto di un viaggio, con destinazione Roma, che sarebbe avvenuto venerdì 2 luglio, giorno successivo alla data del delitto, considerato dagli investigatori la prova della volontà del marito di lasciare il Paese. Nonostante il sabato sia tornato a Livorno.

FemminicidioItalia.info utilizza i cookie. Puoi negare il consenso al loro uso consultando l'informativa estesa.