Napoli. Il caso della morte di Lucia Caiazza. Vincenzo Garzia condannato a 16 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale.

Immagine della notizia (Miniatura di Idéfix su nl.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 3.0)

La Corte di Assise di Napoli ha condannato a 16 anni di reclusione Vincenzo Garzia, il 47enne di Arzano arrestato dai Carabinieri il 15 ottobre 2020 con l'accusa di aver aggredito e picchiato a morte la compagna, Lucia Caiazza.

La vittima era morta dopo il ricovero in ospedale, il 14 maggio 2020. La Procura di Napoli Nord aveva chiesto 20 anni di reclusione contestando all'imputato l'omicidio preterintenzionale aggravato dai futili motivi. Il decesso della signora Caiazza, 52 anni, secondo quanto emerso dall'autopsia, era stata determinata dalle botte ricevute tra le mura di casa, tra il 4 e il 10 maggio 2020, quando il lockdown si stava avviando a conclusione.

Per le conseguenze di quelle violenze, secondo gli investigatori, la donna non aveva mai denunciato l'ex e fu costretta a recarsi in ospedale per forti dolori all'addome. Lì poi, malgrado le cure dei sanitari, perse la vita.

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