Cazzago San Martino. Omicidio-suicidio a Calino. La vittima si chiama Shegushe Paeshti. Nelle lettere del marito la "lucida follia".

Immagine della notizia (Miniatura di Moliva su it.wikipedia.org, licenza CC BY-SA 3.0)

Una "lucida follia". Traspare dalle lettere, più di due, che Shekeliqim Bedeli ha scritto e lasciato a chi avrebbe trovato il suo cadavere insieme a quello della moglie Shegushe Paeshti.

Lettere relizzate al computer, e per questo difficile dire quando siano state scritte. Quando nella mente dell'uomo si è materializzata sempre più la convinzione che qualcosa si era rotto per sempre, in modo irreversibile, il 56enne albanese ha agito nella serata di mercoledì a Calino frazione di Cazzago San Martino in provincia di Brescia.

In quelle ore si è compiuto il dramma nella palazzina. Prima, la moglie, strangolata. Poi lui, impiccato in modo tale che anche volendo non avrebbe potuto cercare di salvarsi. Un caso assolutamente evidente di omicidio-suicidio alla cui origine ci sarebbero dei dissidi di coppia.

Qualcosa che forse veniva considerato insanabile, al punto da decidere che entrambe le esistenze sarebbero dovute finire. Sul fatto che all'omicidio abbia fatto seguito il suicidio non ci sono dubbi. Quelle lettere spiegano tutto.

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