Spoltore. Accusato dell'omicidio della convivente Alina Cristina Cozac: Procura e difesa ricorrono in Appello.
Il processo di primo grado sulla morte di Alina Cristina Cozac a Spoltore si è chiuso lo scorso 11 settembre con la condanna di Mirko De Martinis per omicidio preterintenzionale.
Un decesso, avvenuto il 22 gennaio 2023, inizialmente classificato come morte naturale. Poi, a seguito di una segnalazione del medico legale che aveva effettuato l'autopsia, l'avvio delle indagini per un possibile omicidio. Dopo accurate indagini, coordinate dalla Procuratrice Aggiunta Anna Rita Mantini e dal Procuratore Capo Giuseppe Bellelli, si giunse all'incriminazione di De Martinis (che si è proclamato sempre innocente). Il lungo dibattimento in Corte d'Assise a Chieti fu caratterizzato da un'accesa battaglia tra accusa e difesa a colpi di perizie.
La difesa aveva chiesto l'assoluzione mostrando gli esiti delle perizie che smentivano una possibile azione meccanica violenta dell'imputato. Di parere opposto, invece, le perizie della Procura. Il verdetto del collegio dei giudici, presieduto da Guido Campli, aveva deciso per la pena a 18 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale. In sostanza, secondo i giudici, la morte di Alina Cozac giunse al culmine di una lite, ma non emerse, per quanto riscontrato, la chiara volontà dell'imputato di uccidere la compagna.
Dopo la sentenza di primo grado, tuttavia, il Procuratore Capo Bellelli e la Procuratrice Aggiunta Mantini hanno presentato ricorso in Appello. Come si legge sul Quotidiano "Il Centro", l'impugnazione si basa su una serie di elementi che farebbero propendere su un vero e proprio femminicidio.
"L'avere ricostruito il materiale istruttorio in modo tale da escludere la sussistenza di una relazione in crisi tra imputato e vittima, riabilitandola come rapporto alla pari, non sbilanciato, ma addirittura caratterizzato dallo strapotere di Alina Cozac, risulta paradossalmente necessario per la Corte al fine di addivenire a rafforzare una prospettazione erronea e peculiarmente originale: la ricostruzione del dolo preterintenzionale dell'omicidio", scrivono i PM nel ricorso, come riportato dal giornalista Maurizio Cirillo su "Il Centro".
C'è però anche un secondo ricorso: quello del legale di De Martinis, l'avvocato Antonio Di Blasio, che chiede una nuova perizia medico legale e un altro esame dei sanitari del 118 circa le operazioni di soccorso condotte sulla vittima. Per il legale, il suo assistito va assolto «perché il fatto non sussiste oppure, in subordine, si riduca la pena concedendo le attenuanti generiche». (di Luca Pompei – Rete8)