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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Desirée Mariottini a San Lorenzo di Roma

Vittima:
Desirée Mariottini
Presunti killer:
Mamadou Gara, Yusef Salia, Brian Minthe e Alinno Chima
Località:
San Lorenzo di Roma
Data:
19 ottobre 2018
Foto del Quartiere San Lorenzo a Roma
Foto del Quartiere San Lorenzo a Roma (di LPLT, licenza CC BY-SA 3.0)
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Foto del Quartiere San Lorenzo a Roma
Foto del Quartiere San Lorenzo a Roma (di LPLT, licenza CC BY-SA 3.0)

Desirée Mariottini, 16 anni, è stata trovata senza vita nella notte fra giovedì 18 e venerdì 19 ottobre 2018 in un cantiere abbandonato di via dei Lucani nel quartiere di San Lorenzo a Roma. È stata la telefonata di una persona aninoma, durante la notte, ad avvisare i soccorsi della presenza di un corpo esanime tra le impalcature del luogo. I soccorritori, una volta giunti sul posto, non hanno potuto fare nulla per salvare la ragazza originaria di Cisterna di Latina. Dalle ricostruzioni è emerso che il 17 ottobre la sedicenne aveva telefonato la nonna riferendole che non avrebbe fatto ritorno a casa per aver perso l'autobus, dunque sarebbe rimasta a dormire da un'amica. Da allora i parenti non ne hanno più avuto notizia fino al tragico rinvenimento.‍[1][2] Le indiscrezioni dell'autopsia hanno rivelato che la giovane in quello stabile di via dei Lucani è stata violentata da più persone e nel corso dello stupro ha provato a ribellarsi dai propri aggressori fin quando è rimasta cosciente. Il decesso è poi avvenuto durante la notte per una grave insufficienza cardiorespiratoria, presumibilmente innescata da un mix di droghe oltre alla violenza fisica subita.‍[3]

Secondo le indagini, Desirée aveva già frequentato il quartiere di San Lorenzo nelle due settimane precedenti alla morte per procurarsi della droga. Alcuni testimoni hanno anche riferito che la ragazza si sarebbe prostituita per ottenerla, circostanza che comunque non è stata confermata dai fatti. Dopo giorni di investigazioni, il 25 ottobre la procura di Roma ha emesso un mandato d'arresto per Mamadou Gara detto Paco, 26 anni, Brian Minthe, 43 anni e Alinno Chima, 46 anni. I primi due, senegalesi senza permesso di soggiorno, l'altro originario della Nigeria. A loro è stata contestata la violenza sessuale di gruppo, la cessione di stupefacenti e l'omicidio volontario. Per gli elementi raccolti dagli inquirenti, sarebbero stati loro a fornire la droga alla vittima, in moda da renderla incosciente per circa 12 ore, e in quel lasso di tempo, approfittarsi di lei stuprandola più volte fino al decesso. Nei propri confronti è stato convalidato il provvedimento di custodia cautelare in carcere da parte del giudice per le indagini preliminari.‍[1][2]

Il lavoro della procura è continuato senza sosta e il 26 ottobre è stato fermato anche Yusif Salia, ghanese di 32 anni. Il gip della procura di Foggia, città dove l'uomo si era trasferito in seguito ai fatti accaduti a Roma, ha convalidato l'arresto per concorso in omicidio, violenza sessuale di gruppo e spaccio di droga.‍[4] L'11 novembre è stato fermato un italiano, Marco Mancini, 26 anni, accusato di aver ceduto a Desirée le sostanze stupefacenti che la notte della sue morte si sono rivelate fatali.‍[5] Tuttavia, due giorni dopo, il Tribunale del Riesame ha fatto decadere le accuse di omicidio volontario nei confronti di Alinno Chima e Brian Minthe, per il quale comunque è stata confermata la custodia in carcere per altri reati a loro imputati.‍[6] Il 14 novembre è stato convalidato l'arresto per Marco Mancini, ma il gip ha annullato l'aggravante della cessione di droga a un minore, confermando dunque che l'uomo spacciava nei pressi di San Lorenzo, ma non sarebbe stato lui a cedere la droga alla sedicenne di Cisterna di Latina.‍[7] Il giorno seguente il Tribunale del Riesame ha confermato l'accusa di omicidio per Mamadou Gara, però nei suoi confronti sono state stralciate le aggravanti dei futili motivi e la cessione di stupefacenti da tre a più persone.‍[8]

Il 16 febbraio 2019 è stata arrestata Antonella Fauntleroy, 21 anni, originaria del Botswana, accusata di essere stata lei ad aver ceduto la droga a Desirée. La donna si era presentata spontaneamente presso il commissariato di San Lorenzo nelle ore successive alla morte della giovane.‍[9] Il 15 aprile è cambiato il quadro accusatorio per Alinno Chima che, già in carcere, si è visto destinatario di una nuova ordinanza di custodia cautelare dopo i risultati del test del DNA effettuato sul corpo della vittima e su una serie di reperti. In particolare, le tracce del nigeriano sono state trovate su un flacone di metadone e su una cannuccia utilizzata dalla Mariottini per fumare crack. Il DNA di Mamadou Gara è stato invece trovato sul corpo, sotto le unghie e sui vestiti della ragazza.‍[10]

Foto del centro storico di Cisterna di Latina, paese d'origine di Desirée Mariottini
Foto del centro storico di Cisterna di Latina, paese d'origine di Desirée Mariottini

Nel mese di giugno 2019 la procura di Roma ha chiuso le indagini e non ha modificato il proprio impianto accusatorio nonostante i precedenti rilievi del Tribunale del Riesame. Sono stati rinviati a giudizio per concorso in omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e somministrazione di droghe a minori Mamadou Gara, Yusef Salia, Alinno Chima e Brian Minthe. Stesso motedo anche nei confronti di Marco Mancini e Antonella Fauntleroy: a entrambi è stata contestata la cessione di sostanze stupefacenti nelle mani di Desirée. Il medesimo reato è stato contestato pure a Mamadou Gara, ma per la cessione in un giorno precedente al 18 ottobre 2018. Infine, a Gara è stato anche imputato il reato di prostituzione minorile.‍[11]

Il nome di Desirée Mariottini è stato inciso su una pietra d'inciampo in travertino bianco ai piedi delle scale di piazza degli Angeli nel borgo storico di Cisterna di Latina, suo paese d'origine. Il luogo, denominato "Scalinata degli Angeli", è stato dedicato al ricordo della sua scomparsa e presenta anche i nomi di altre vittime di femminicidio della stessa cittadina in provincia di Latina.‍‍[12]

Note

  1. ^ a b Desirée Mariottini, 3 fermi per stupro e omicidio: uno era stato espulso. Si indaga per trovare il quarto uomo. Il Fatto Quotidiano. Archiviato dall'originale.
  2. ^ a b Desirée, 12 ore di agonia e abusi. Adnkronos. Archiviato dall'originale.
  3. ^ Omicidio Desirée Mariottini. L'autopsia "16enne provò ad opporsi ma violenza fu inaudita" (Quarto Grado). IlSussidiario.net. Archiviato dall'originale.
  4. ^ Desirée: resta in carcere Yusuf Salia. ANSA. Archiviato dall'originale.
  5. ^ Omicidio Desirée, fermato un pusher italiano. Repubblica.it. Archiviato dall'originale.
  6. ^ Morte Desirée Mariottini, Riesame annulla l'accusa di omicidio per due arrestati. Repubblica.it. Archiviato dall'originale.
  7. ^ Morte Desirée Mariottini, il pusher italiano resta in carcere. Da Foggia, Salia dice: "Le avevo detto di venire via con me". Repubblica.it. Archiviato dall'originale.
  8. ^ Desirée, confermata accusa di omicidio per Mamadou Gara. IlGiornale.it. Archiviato dall'originale.
  9. ^ Antonella, ecco chi è "l'amica romana" di Desirée Mariottini. Latinaoggi.eu. Archiviato dall'originale.
  10. ^ Desirée, Dna incastra nigeriano. Adnkronos. Archiviato dall'originale.
  11. ^ Desirée Mariottini, chiuse le indagini a Roma: in sette rischiano il processo. Il Messaggero. Archiviato dall'originale.
  12. ^ Cisterna, inaugurata la Scalinata degli Angeli dedicata alle vittime di femminicidio. Latina 24ore.it. Archiviato dall'originale.
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