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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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L'omicidio di Gian Paola Previtali a Bonate Sopra

Vittima:
Gian Paola Previtali
Killer:
Francesco Villa
Località:
Bonate Sopra
Data:
19 maggio 2020
Foto della Parrocchia Sacra Famiglia in Ghiaie a Bonate Sopra in provincia di Bergamo
Foto della Parrocchia Sacra Famiglia in Ghiaie a Bonate Sopra in provincia di Bergamo (di Oiram Iccut, licenza CC BY 3.0)
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Gian Paola Previtali, 66 anni, è stata uccisa dal figlio Francesco Villa, 39 anni, la sera del 19 maggio 2020 nella sua abitazione di Bonate Sopra in provincia di Bergamo.‍[1][2]

Foto della Parrocchia Sacra Famiglia in Ghiaie a Bonate Sopra in provincia di Bergamo
Foto della Parrocchia Sacra Famiglia in Ghiaie a Bonate Sopra in provincia di Bergamo (di Oiram Iccut, licenza CC BY 3.0)

La vittima è stata accoltellata con circa 18 fendenti al culmine di una violenta lite, dopodiché l'uomo ha tentato di suicidarsi utilizzando la stessa arma da taglio contro sé stesso. A chiamare i soccorsi sono stati alcuni vicini che avevano sentito delle forti urla provenire dall'appartamento in cui si è consumata la tragedia. Il personale medico non ha potuto fare nulla per salvare la donna, mentre il trentanovenne è stato trasportato all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.‍[3]

La signora Previtali aveva tre figli ed era vedova (il marito era morto nel 2018). Secondo le ricostruzioni, Villa non abitava insieme alla madre, ma la sera cenava abitualmente con lei per farle compagnia. Pocho chiari i motivi del gesto. L'uomo avrebbe sofferto di un forte stato di malessere interiore, probabilmente dovuto alla separazione dalla moglie avvenuta nel 2015 che lo aveva fatto cadere in depressione. Per questo aveva iniziato un percorso terapeutico dal quale stava uscendo. Tuttavia non erano mai stati segnalati casi di maltrattamenti, né risultavano esserci particolari conflitti o divergenze verso la sessantaseienne. Nei suoi confronti è stato emesso un decreto di fermo con l'accusa di omicidio volontario.

Il 21 maggio, dopo essersi ripreso dall'intervento chirurgico a cui era stato sottoposto per via delle ferite riportate nel tentativo di autolesionismo, il trentanovenne, interrogato in ospedale dal pubblico magistrato, ha confessato il delitto. Avrebbe riferito, pentito, di aver agito d'impeto a causa del suo stato di sofferenza.‍[4]

Note

  1. ^ Bonate Sopra, uccide la madre a coltellate poi tenta il suicidio. Corriere.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 20 maggio 2020.
  2. ^ Uccide la madre e tenta di togliersi la vita. È fuori pericolo e piantonato in ospedale. L'Eco di Bergamo. Archiviato dall'originale. Consultato il 20 maggio 2020.
  3. ^ Bonate Sopra, il movente del matricidio? È un mistero. ilgiorno.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 21 maggio 2020.
  4. ^ Uccisa a Bonate, parla il figlio matricida: "La mia una crisi profonda". ilgiorno.it. Archiviato dall'originale. Consultato il 22 maggio 2020.
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