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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Elisa Claps a Potenza

Vittima:
Elisa Claps
Killer:
Danilo Restivo
Località:
Potenza
Data:
12 settembre 1993
Foto della Chiesa di San Giovanni Bosco a Potenza, di fronte alla piazza omonima dove nel 2011 si svolsero i funerali di Elisa Claps
Foto della Chiesa di San Giovanni Bosco a Potenza, di fronte alla piazza omonima dove nel 2011 si svolsero i funerali di Elisa Claps (del Comune di Potenza)
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Foto della Chiesa di San Giovanni Bosco a Potenza, di fronte alla piazza omonima dove nel 2011 si svolsero i funerali di Elisa Claps
Foto della Chiesa di San Giovanni Bosco a Potenza, di fronte alla piazza omonima dove nel 2011 si svolsero i funerali di Elisa Claps (del Comune di Potenza)

Elisa Claps era una ragazza di 16 anni scomparsa il 12 settembre 1993 da Potenza, città in cui risiedeva.‍[1] Prima che si perdessero le sue tracce, si era recata alla chiesa della Santissima Trinità del capoluogo lucano. Il 17 marzo 2010 i resti della giovane sono stati ritrovati nel sottotetto della stessa chiesa.‍[2] Del caso si era inizialmente occupata la procura di Potenza, senza produrre effettivi risultati. Venne poi affidato alla procura di Salerno che ottenne il rinvio a giudizio e la condanna di Danilo Restivo, un conoscente della vittima che all'epoca del delitto aveva 21 anni.‍[3]

Già poco dopo la scomparsa nel 1993, la famiglia di Elisa Claps indicò Restivo come uno dei possibili responsabili coinvolti nella sparizione della ragazza. Ma l'uomo non fu neanche formalmente indagato dal magistrato titolare dell'inchiesta. Nel corso degli anni gli stessi familiari accusarono la procura di Potenza e il prete della chiesa della Santissima Trinità di aver insabbiato il caso.‍[4][5] In particolare, esponenti dell'ambiente ecclesiastico locale avrebbero saputo già prima del ritrovamento che i resti della sedicenne erano occultati nella chiesa, ma avrebbero messo in atto qualsiasi espediente per evitare di farli ritrovare.

Foto del centro di Bournemouth, città della contea del Dorset situata sulla costa meridionale inglese del Regno Unito
Foto di Bournemouth, città della contea del Dorset situata sulla costa meridionale inglese del Regno Unito (di Nigel Mykura, licenza CC BY-SA 2.0)

Nel frattempo Restivo si era trasferito a Bournemouth, nel Regno Unito, dove nel 2004 fu arrestato come principale sospettato nell'omicidio di una vicina di casa di nome Heather Barnett, trovata morta il 12 novembre 2002 a Charminster. Gli indizi degli inquirenti inglesi però non furono sufficienti per una reclusione e l'uomo tornò libero, salvo essere di nuovo arrestato nel 2006 per molestie nei confronti di una donna.‍[6] Fu nota alle cronache l'ossessione dell'uomo di tagliare ciocche di capelli alle donne con l'intento di collezionarle.‍[7]

Mentre i familiari della sedicenne non si arrendevano all'esito inconcludente della procura di Potenza, organizzando manifestazioni e appelli per informare l'opinione pubblica del controverso operato dei magistrati che si erano occupati dell'inchiesta, nel 2010 furono rinvenuti i resti del cadavere di Elisa. Così l'attività investigativa si intensificò, sia in Italia (dove il fascicolo passò alla procura di Salerno) che nel Regno Unito. Dalle ulteriori indagini si scoprì che Restivo fu l'ultimo a incontrare la sedicenne la mattina della scomparsa. Lo stesso 12 settembre 1993, presumibilmente poche ore dopo la sparizione della vittima, l'individuo si era recato in ospedale con gli abiti sporchi di sangue per farsi medicare una ferita alla mano. Nei successivi due giorni si rese irreperibile col pretesto di dover svolgere un esame universitario a Napoli.

In un udienza del processo a suo carico in Inghilterra, lo stesso Restivo ammise di essersi invaghito della ragazza, ma lei lo rifiutò.‍[7] L'uomo aveva confermato di averla incontrata la mattina del 12 settembre 1993 per una chiacchierata, sostenendo tuttavia che lei si fosse allontanata da sola mentre lui era rimasto in chiesa. Per l'incapacità di ricostruire con precisione i suoi spostamenti dopo l'incontro con la giovane, gli inquirenti lo accusarono formalmente di omicidio. Secondo l'autopsia effettuata sui resti rinvenuti nel 2010, la sedicenne venne uccisa a coltellate. Impossibile per l'esame autoptico stabilire, a distanza di anni, l'esatto movente del delitto, ma per gli investigatori l'allora ventunenne tentò nei confronti della vittima una violenza sessuale.

Nel 2011 Restivo è stato condannato all'ergastolo nel Regno Unito per l'omicidio di Heather Barnett.‍[8][9] Mentre scontava la sua pena in carcere oltremanica, nel 2014 la Corte di Cassazione in Italia ha confermato in via definitiva la condanna a 30 anni di reclusione per l'omicidio di Elisa Claps.‍[10][11]

Note

  1. ^ Sedicenne scompare dopo la messa. Alarme e mistero a Potenza. la Repubblica. Archiviato dall'originale.
  2. ^ Trovati in chiesa i resti di Elisa Claps. Svolta nel giallo che sconvolse Potenza. la Repubblica. Archiviato dall'originale.
  3. ^ L'omicidio di Elisa Claps, sepolta per 17 anni nella soffitta della chiesa. Fanpage. Archiviato dall'originale.
  4. ^ L'omicidio di Elisa Claps diventa Segreto di Stato? Globalist. Archiviato dall'originale.
  5. ^ Elisa Claps e la giustizia ingiusta: libero anche il genetista che scagionò il killer. Globalist. Archiviato dall'originale.
  6. ^ How Danilo Restivo was caught. The Guardian. Archiviato dall'originale.
  7. ^ a b Claps. Restivo confessa: "Elisa mi rifiutò". Affaritaliani.it. Archiviato dall'originale.
  8. ^ Danilo Restivo found guilty of murdering Heather Barnett. Wessex The Crown Prosecution Service. Archiviato dall'originale.
  9. ^ 'Whole life' term for hair fetish killer. The Independent. Archiviato dall'originale.
  10. ^ Elisa Claps, per Restivo la Corte di Cassazione conferma 30 anni di carcere. Il Fatto Quotidiano. Archiviato dall'originale.
  11. ^ Cassazione sul delitto Claps, delitto di 'straordinaria gravità. ANSA. Archiviato dall'originale.
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