Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Desirée Piovanelli a Leno

Vittima:
Desirée Piovanelli
Killer:
Giovanni Erra, Nicola Bertocchi, Nicola Vavassori e Mattia Franco
Località:
Leno
Data:
4 ottobre 2002

Voce su Desirée Piovanelli

Desirée Piovanelli scomparve all'età di 14 anni il 28 settembre 2002 da Leno, comune in provincia di Brescia.‍[1] La ragazza uscì di casa e non fece più ritorno. Le ricerche, partite in seguito alla denuncia di sparizione, durarono giorni e terminarono il successivo 4 ottobre alla cascina Ermengarda, un vecchio stabile abbandonato distante poche centinaia di metri dall'abitazione della vittima. Lì giaceva il cadavere della giovane, legato con delle fascette, sgozzato e martoriato da numerose ferite d'arma da taglio.‍[2][3]

A condurre gli inquirenti sulla scena del crimine fu un minore di 16 anni, Nicola Bertocchi, fermato durante le indagini perché fortemente indiziato di essere coinvolto nella scomparsa della ragazza. Il sedicenne, dopo ore di lunghi interrogatori, riferì delle parziali ammissioni e indicò un altro ragazzo presente sul posto durante il delitto: Mattia Franco, 14 anni. Quest'ultimo poi indicò altre due persone coinvolte nell'aggressione mortale: Giovanni Erra, 36 anni (sposato e padre di un bambino di 8 anni) e Nicola Vavassori, 16 anni. Tutti e quattro compaesani della vittima. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, avevano premeditato di violentare Desirée a turno per poi ucciderla.‍[4]

La giovane fu attirata con l'inganno nella cascina con la scusa di mostrarle una cucciolata di gattini. Tentò di difendersi e scappare dal tentativo di stupro, ma la colluttazione degenerò e fu aggredita a coltellate.‍[5][6] Erra scappò dall'edificio mentre i tre minorenni la stavano ancora massacrando. Nei giorni successivi sarebbero ritornati sul posto per cercare di fare a pezzi il cadavere, ma senza riuscirci.‍[7]

Furono tutti rinviati a giudizio per omicidio volontario. Bertocchi, Vavassori e Franco, giudicati dal Tribunale dei minori, furono condannati in via definitiva rispettivamente a 18, 15 e 10 anni di reclusione.‍[8] Erra invece, dopo un lungo iter processuale caratterizzato dall'annullamento della sentenza in Appello da parte della Cassazione,‍[9] fu condannato in via definitiva a 30 anni.‍[10]

Note

  1. "Mia figlia è scomparsa, qualcuno l'ha presa". Corriere.it. Archiviato dall'originale.
  2. Ragazza assassinata a Brescia. In carcere amico sedicenne. la Repubblica. Archiviato dall'originale.
  3. Brescia, trovata morta la ragazza scomparsa. Corriere.it. Archiviato dall'originale.
  4. Trent'anni di crimine: Desirée e il branco di Leno. La Stampa. Archiviato dall'originale.
  5. Desirée uccisa perché ha resistito allo stupro. la Repubblica. Archiviato dall'originale.
  6. "L'omicidio di Desirée è stato di gruppo". Corriere.it. Archiviato dall'originale.
  7. Massacrata a coltellate nella cascina degli orrori, la storia di Desirée Piovanelli. Fanpage. Archiviato dall'originale.
  8. Quattro i condannati per l'orrore di Leno. Bresciaoggi. Archiviato dall'originale.
  9. Omicidio Desirée, la Cassazione: "La pena per Erra va inasprita". la Repubblica. Archiviato dall'originale.
  10. Erra condannato a 30 anni di carcere. Corriere.it. Archiviato dall'originale.

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