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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Elena Lonati a Brescia

Vittima:
Elena Lonati
Killer:
Wimal Chamila Ponnamperumage
Località:
Brescia
Data:
20 agosto 2006
Foto della Chiesa di Santa Maria nel quartiere Mompiano di Brescia
Foto della Chiesa di Santa Maria nel quartiere Mompiano di Brescia (di Wolfgang Moroder, licenza CC BY-SA 3.0)
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Elena Lonati, 23 anni, è stata ritrovata morta nella notte tra il 19 e il 20 agosto 2006. Il cadavere fu occultato in dei sacchi di plastica e nascosto in un anfratto all'interno della chiesa di Santa Maria nel quartiere Mompiano di Brescia.‍[1]

Foto della Chiesa di Santa Maria nel quartiere Mompiano di Brescia
Foto della Chiesa di Santa Maria nel quartiere Mompiano di Brescia (di Wolfgang Moroder, licenza CC BY-SA 3.0)

A confessare l'omicidio fu un sagrestano, custode della parrocchia: Wimal Chamila Ponnamperumage, originario dello Sri Lanka, coetaneo della vittima, conosciuto come Camillo. Dopo l'ammissione a un parente, aveva cercato di fuggire, tentando anche di togliersi la vita, ma alla fine fu rintracciato e fermato con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere.‍[2]

Si era difeso sostenendo di aver spinto la ragazza, facendola cadere, e convinto che fosse morta, si sarebbe fatto prendere dal panico in modo da nascondere il corpo invece di allertare i soccorsi. Tutto ciò, a suo dire, per un banale litigio: lui le avrebbe chiesto di uscire perché doveva chiudere e lei si sarebbe trattenuta più del dovuto.‍[3][4]

La ventitreenne fu rinvenuta con una ferita alla testa e legata con del nastro. Secondo le indagini, fu avvolta nei sacchi quando era ancora viva, in stato di incoscienza. L'autopsia stabilì che il decesso avvenne successivamente per asfissia, dopo un'ora di agonia. Il delitto fu compiuto il 18 agosto: in mattinata la ragazza era uscita di casa, non facendo mai più ritorno.‍[5][6]

Camillo è stato condannato a 18 anni di reclusione.‍[7] Elena era compagna di classe alle scuole superiori di un'altra vittima di femminicidio: Francesca Fantoni, ritrovata morta il 27 gennaio 2020 in un parco di Bedizzole (Brescia).‍[8]

Note

  1. Brescia, uccisa e nascosta nel campanile. Segni di strangolamento, ricercato sagrestano. la Repubblica.it. Archiviato dall'originale.
  2. L' ho uccisa io, è stato un incidente. la Repubblica.it. Archiviato dall'originale.
  3. Il killer di Elena Lonati fuori dal carcere. QuiBrescia. Archiviato dall'originale.
  4. Pm Brescia: ci fu la volontà omicida. La Stampa. Archiviato dall'originale.
  5. Omicidio Lonati: quella versione che ancora non convince i familiari. Corriere.it. Archiviato dall'originale.
  6. Elena Lonati, 11 anni dopo la morte: "Brescia non deve dimenticarla". Corriere.it. Archiviato dall'originale.
  7. Condanna confermata per Chamila. QuiBrescia. Archiviato dall'originale.
  8. Brescia, il tragico destino delle compagne di banco: massacrate a 14 anni di distanza. ilgiorno.it. Archiviato dall'originale.
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