Il femminicidio di Daniela Bani a Palazzolo Sull'Oglio

Vittima:
Daniela Bani
Killer:
Mootaz Chaambi
Località:
Palazzolo Sull'Oglio
Data:
22 settembre 2014

Trovata morta a 30 anni la sera del 22 settembre 2014 nella sua abitazione a Palazzolo Sull'Oglio in provincia di Brescia. A ucciderla a coltellate il marito Mootaz Chaambi, 36 anni, che dopo il delitto è fuggito in Tunisia, il suo paese d'origine. L'autopsia rilevò più di 20 fendenti sferrati sul corpo della vittima.

Mootaz e Daniela si erano sposati diversi anni prima in Tunisia e dalla loro unione erano nati due figli. L'aggressione mortale avvenne in camera da letto al culmine di un'ennesima lite, quando in casa era presente il primogenito, che però non assisté al massacro. L'altro bambino era all'asilo. Nei minuti successivi il trentaseienne accompagnò i figli da un amico, dopodiché organizzò la fuga in patria. Prelevò dal suo conto bancario una cospicua somma di denaro e acquistò nel pomeriggio un biglietto aereo Linate-Tunisi.

Nei giorni precedenti, allo stesso amico a cui aveva lasciato i figli, aveva confidato di temere che la moglie avesse intenzione di lasciarlo. Secondo le testimonianze dei parenti, Daniela sarebbe stata per lungo tempo vittima di maltrattamenti in famiglia. Episodi che le avrebbero fatto maturare la decisione di chiudere quel matrimonio. La sera del 22 settembre 2014, l'uomo, una volta raggiunta la Tunisia, telefonò ai suoceri rivelandogli che i bambini erano stati affidati a un amico e consigliò loro di non riportarli a casa perché lì c'era il cadavere della moglie, confessando di fatto l'omicidio. Il corpo senza vita della trentenne venne poi scoperto nei minuti successivi dal padrone di casa, allertato dai genitori della vittima.

Mootaz negli anni seguenti ha continuato la propria latitanza in Tunisia mentre in Italia la procura lo ha rinviato a giudizio e condannato a 30 anni di reclusione. Dopo circa quattro anni e mezzo dal delitto, nel gennaio del 2019, l'uomo è stato arrestato dalle autorità tunisine. Pochi mesi dopo, è stata emessa la sentenza definitiva della Cassazione che ha confermato la pena a 30 anni per omicidio volontario. Non è stato estradato, ma ha continuato a scontare la pena nel paese d'origine.

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