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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Il femminicidio di Ruxandra Vesco a Palermo

Vittima:
Ruxandra Vesco
Presunto killer:
Damiano Torrente
Località:
Palermo
Data:
15 ottobre 2015
Foto del Monte Pellegrino scattata dalla spiaggia di Mondello a Palermo
Foto del Monte Pellegrino scattata dalla spiaggia di Mondello a Palermo
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Ruxandra Vesco, chiamata dai conoscenti Alessandra o Alexandra, è una donna di origini romene di 33 anni, scomparsa nell'ottobre del 2015 nel territorio Palermitano. La vittima sarebbe stata sposata e avrebbe vissuto ad Alcamo con il marito e i figli, prima di essere buttata fuori di casa dal coniuge e diventare una senzatetto.

Il 5 agosto 2020 un pescatore di 46 anni, Damiano Torrente, si è presentato alla stazione d ei carabinieri Falde di Palermo, confessando l'omicidio della donna. Secondo il suo iniziale racconto, preso dal rimorso, aveva cominciato a frequentare una parrocchia. Lì aveva riferito i dettagli della vicenda al sacerdote, che gli aveva consigliato di rivelare tutto alle autorità affinché potesse ottenere il perdono di Dio. Cosa che l'uomo ha poi fatto, assistito dal proprio avvocato.

Panorama dell'Addaura, borgo marinaro e frazione della città di Palermo
Panorama dell'Addaura, borgo marinaro e frazione della città di Palermo (di trolvag, licenza CC BY-SA 3.0)

Torrente avrebbe riferito ai militari di aver ucciso la vittima il 15 ottobre 2015, stringendole una corda intorno al collo. L'uomo era sposato e fra i due sarebbe nata una relazione extraconiugale nel corso dello stesso anno. Dopo averla conosciuta, il quarantaseienne l'avrebbe aiutata a sostenersi, ospitandola per un certo periodo nella sua villetta situata nella frazione dell'Addaura a Palermo. In quel periodo la moglie dell'uomo si era stabilita temporaneamente in Romania. Torrente l'avrebbe anche indotta alla prostituzione per farle guadagnare dei soldi.

In seguito la moglie del quarantaseienne era tornata a casa, ma Alessandra avrebbe preteso di trasferirsi nella villetta, mettendolo in difficoltà con la coniuge. In un primo momento l'uomo l'ha respinta. Poi, in un'altra occasione, mentre la moglie non si trovava in casa, la donna si è ripresentata e lui avrebbe perso la testa, finendo per ucciderla.

Foto del Monte Pellegrino scattata dalla spiaggia di Mondello a Palermo
Foto del Monte Pellegrino scattata dalla spiaggia di Mondello a Palermo

Secondo quanto riferito da Torrente, la vittima lo avrebbe minacciato di denunciarlo perché si appropriava dei soldi dell'attività di prostituzione. Dopo averla strangolata, ha infilato il corpo senza vita in due sacchi e lo ha caricato nella propria auto. La notte seguente, l'uomo si è recato in macchina sul Monte Pellegrino e ha gettato il sacco in un dirupo. È proprio in quel punto che il reo confesso ha condotto i carabinieri, facendo ritrovare i resti del cadavere della vittima.‍[1][2]

Il giorno successivo tuttavia Torrente, ascoltato nuovamente dagli inquirenti, ha ritrattato la confessione sostenendo di essere sotto l'effetto di droghe mentre raccontava la versione iniziale. Non avrebbe avuto alcuna auto per trasportare il corpo e la villetta all'Addaura non era di sua proprietà.

Il suo avvocato ha anche rivelato che già nel settembre del 2019 il proprio assistito aveva riferito ai carabinieri di aver ucciso la stessa donna, ma quella volta aggiunse di aver tolto la vita anche ad alcuni parenti della trentatreenne. Le forze dell'ordine però non trovarono i resti del cadavere e scoprirono che i parenti della Vesco erano in vita, dunque archiviarono la vicenda.‍[3] Torrente era anche pregiudicato: accusato di stalking in un'altra vicenda, era stato detenuto in carcere, poi rimesso in libertà nel marzo del 2020.‍[4][5]

Il 9 agosto, nell'interrogatorio di fronte al giudice per le indagini preliminari, l'uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il gip ha ravvisato sia il pericolo di fuga che i gravi indizi di colpevolezza, convalidando il fermo e disponendo la custodia cautelare in carcere. Le accuse nei suoi confronti sono di omicidio e occultamento di cadavere.‍[6][7] Il mese successivo, il giudice ha ritenuto superflua l'esecuzione di una perizia psichiatrica sull'indiziato poiché già l'anno precedente, nell'ambito della vicenda in cui il quarantaseienne fu accusato di maltrattamenti ai danni di un'altra donna romena, era stato sottoposto allo stesso esame che lo aveva valutato capace di intendere e di volere.‍[8]

Note

  1. ^ "Ho ucciso io quella donna cinque anni fa: le ho stretto una corda al collo per sei minuti". PalermoToday. Archiviato dall'originale.
  2. ^ Confessione shock a Palermo: "Ho ucciso una donna 5 anni fa", trovato il cadavere. ilSicilia.it. Archiviato dall'originale.
  3. ^ Donna uccisa e gettata in dirupo. Il pescatore confessò un anno fa. Live Sicilia. Archiviato dall'originale.
  4. ^ La droga e le amicizie pericolose, perché il pescatore ha ritrattato la confessione dell'omicidio? PalermoToday. Archiviato dall'originale.
  5. ^ "Non l'ho uccisa io", pescatore di Palermo ritratta la confessione di omicidio. Gazzetta del Sud. Archiviato dall'originale.
  6. ^ L'omicidio della donna romena, convalidato il fermo: resta in cella il pescatore dell'Acquasanta. PalermoToday. Archiviato dall'originale.
  7. ^ Omicidio Ruxandra Vesco, uccisa e gettata in un dirupo: convalidato il fermo per Damiano Torrente. Newsicilia. Archiviato dall'originale.
  8. ^ Confessa e poi ritratta l'omicidio di una donna, il gip: "No alla perizia psichiatrica, è sano". PalermoToday. Archiviato dall'originale.
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