Voce su Federica Madau
La Chiesa di Nostra Signora di Valverde a Iglesias dove sono stati celebrati i funerali di Federica Madau (di Xoil, licenza CC BY-SA 4.0)
Federica Madau, 32 anni, fu uccisa dal marito Giovanni Murru, 46 anni. L'omicidio si consumò nell'androne dell'abitazione dell'uomo la sera del 2 marzo 2017 a Iglesias, un comune della provincia del Sud Sardegna.[1]
Il quarantaseienne aveva trascinato la donna sulle scale dell'edificio per poi colpirla con almeno tredici coltellate. La coppia era in fase di separazione, infatti la vittima si era da tempo trasferita dai genitori, pur recandosi occasionalmente nell'abitazione dell'uomo per portare le figlie a vedere il padre.
Dopo aver commesso l'omicidio, il quarantaseienne fu arrestato e condotto in carcere. Dinanzi agli inquirenti aveva confessato il delitto, affermando di avere agito perché la moglie lo avrebbe allontanato dalle tre figlie. In passato, Federica Madau lo aveva denunciato per maltrattamenti.
Nel corso della detenzione in carcere, Murru scrisse due lettere. Nella prima, consegnata dal proprio legale al giudice per l'udienza preliminare, il reo confesso si definì "uno schifoso assassino".[2]
Nella seconda, scritta successivamente e diffusa tre mesi dopo dalla stampa locale sarda, l'uomo realizzò un racconto attraverso gli occhi della vittima: "Cerca di farmi cadere il cellulare con un colpo, però io sono più veloce di lui, metto il cellulare in tasca e gli do una ginocchiata. Peccato, l'ho preso solo di striscio, gli rido in faccia perché appena porto le bambine dai miei vado in caserma e lo denuncio di nuovo, finirà in galera questo bastardo".[3]
Dopo la chiusura delle indagini, Murru fu rinviato e giudizio. All'imputato fu concesso il rito abbreviato che prevedeva lo sconto di un terzo della pena. Nel giugno del 2018 l'uomo fu condannato a 30 anni di reclusione.[4] La sentenza escluse l'incapacità di intendere e di volere, sostenuta invece dalla difesa.
Secondo le motivazioni del verdetto di primo grado, l'agguato mortale fu "programmato sin nei minimi dettagli in un arco di tempo che poteva essere collocato tra le 16:00 e le 20:20 del 2 marzo 2017", fino a culminare in un "omicidio feroce, a fronte di una enorme differenza di potenziale che vedeva Federica Madau sempre soccombente rispetto alla violenza di Murru, in assenza del minimo elemento per sostenere una conflittualità bidirezionale".[5]
La sentenza fu confermata dalla Corte d'Appello di Cagliari nel giugno del 2019. Il legale dell'imputato, però, aveva presentato ricorso in Cassazione.[6]