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Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

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Lazise. Omicidio Micaela Bicego. Il caso al momento è un mistero. Nessun provvedimento cautelare: le indagini continuano.

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Miniatura della notizia (Miniatura di Allie_Caulfield su Flickr, licenza CC BY 2.0)

La morte di Micaela Bicego è quasi sicuramente un omicidio. La certezza potrà darla soltanto l'esame autoptico sul corpo della vittima, ritrovata ieri mattina senza vita nel parcheggio di Colà di Lazise in provincia di Verona. La donna aveva la testa fracassata e, secondo la prima ispezione medico legale, sarebbe stata investita da un auto in corsa.

Per il momento, nessun provvedimento cautelare emesso dalla procura che non ha ancora identificato il responsabile dell'uccisione della 47enne originaria di Bussolengo. Tuttavia le indagini continuano e, stando alle fonti del Corriere della Sera, gli inquirenti si starebbero concentrando su due telefonate, effettuate a poche ore di distanza l'una dall'altra.

La prima, ai carabinieri, fatta intorno alle 4 di notte di mercoledì dal figlio Nicolò Bonato, 19 anni, che avvisa i militari che la madre non è rientrata a casa, aggiungendo di essere molto preoccupato poiché la sera precedente i genitori avevano litigato.

L'altra, poco dopo il ritrovamento della donna, la effettua il marito a una collega. L'uomo dice di essersi svegliato e di non aver trovato Micaela in casa, avendo il presentimento che possa aver commesso un gesto estremo. Successivamente ha spiegato ai colleghi di aver trovato un biglietto lasciato dalla coniuge, in cui ci sarebbe scritto che lei voleva farla finita.

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