Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Manuela Bailo a Ospitaletto

Vittima:
Manuela Bailo
Killer:
Fabrizio Pasini
Località:
Ospitaletto
Ritrovamento:
Azzanello
Data:
20 agosto 2018
Foto della Chiesa di Santa Maria Immacolata a Nave in provincia di Brescia dove sono stati celebrati i funerali di Manuela Bailo

Foto della Chiesa di Santa Maria Immacolata a Nave in provincia di Brescia dove sono stati celebrati i funerali di Manuela Bailo (su concessione di BeWeB - Beni Culturali Ecclesiastici in Web)

Voce su Manuela Bailo

Uno scorcio di Ospitaletto, comune della provincia di Brescia

Uno scorcio di Ospitaletto, comune della provincia di Brescia (di Francesco Trecani, licenza CC BY-SA 3.0)

Manuela Bailo, 35 anni, è stata trovata morta il 20 agosto 2018 in una cascina delle campagne di Azzanello in provincia di Cremona. La donna risiedeva a Nave, comune della provincia di Brescia, ed era dipendente della sede bresciana del Centro Assistenza Fiscale del sindacato UIL (Unione Italiana del Lavoro).

A ucciderla era stato un suo collega di lavoro, Fabrizio Pasini, 48 anni,‍‍[1] sposato e padre di due figli, che dal 2016 aveva una relazione extraconiugale con la trentacinquenne. I genitori della vittima presentarono una denuncia di scomparsa il 1º agosto 2018 poiché non riuscivano più a mettersi in contatto con lei dalla sera del 28 luglio.

Scattarono così le indagini degli inquirenti. In un primo momento l'indiziato fu il coinquilino di Manuela, Matteo Sandri, con il quale la donna in passato aveva avuto una relazione, poi interrotta, ma i due avevano continuato a convivere nello stesso appartamento. Successivamente però gli investigatori concentrarono le loro attenzioni su Fabrizio Pasini.

Molti gli elementi ricavati dalla Procura di Brescia che alimentarono i sospetti su di lui, tra cui le registrazioni di diverse telecamere di videosorveglianza che lo mostravano in compagnia della vittima. La sera del 28 luglio, lei e Fabrizio furono ripresi insieme a Ospitaletto (Brescia), dove era presente l'abitazione dei genitori di lui. Nei giorni seguenti invece l'uomo fu filmato da solo nei pressi di Azzanello.

Secondo le prime ricostruzioni, che in seguito portarono all'ordinanza di custodia cautelare, Manuela Bailo fu uccisa durante la notte tra il 28 e il 29 luglio da Pasini nella casa di Ospitaletto. Nelle ore successive, dallo smartphone della donna erano stati inviati vari messaggi verso i conoscenti della trentacinquenne. Questi furono scritti proprio dall'autore del delitto nel tentativo di depistare le indagini.

L'uomo aveva poi trasportato il cadavere ad Azzanello, presumibilmente nella tarda mattinata del 30 luglio. Nel lasso di tempo tra l'omicidio e l'occultamento, il quarantottenne era prima ritornato dalla moglie e poi si era recato al lavoro, mentre il corpo dell'amante giaceva senza vita nella casa dei genitori. Il 2 agosto Pasini partì per le vacanze in Sardegna dove raggiunse l'anziana madre e i figli.

L'uomo ritornò dalle ferie il 19 agosto quando, nell'abitazione di Ospitaletto, i Carabinieri lo fermarono con l'accusa di omicidio. Messo alle strette, confessò durante l'interrogatorio le proprie responsabilità nella morte della donna e, il giorno successivo, condusse i militari alla cascina di Azzanello per recuperarne il cadavere, rinvenuto in una vasca utilizzata per lo scolo di liquami agricoli.‍‍[2]

Il quarantottenne fu trasferito in carcere e il 23 agosto, di fronte al giudice per le indagini preliminari, dichiarò di aver avuto un litigio con la vittima a causa di un tatuaggio. Manuela si sarebbe ingelosita dopo aver scoperto che l'uomo si era fatto fatto incidere le iniziali dei suoi due figli. Ne sarebbe scaturita una lite a colpi di spintoni nella quale la trentacinquenne sarebbe caduta dalle scale finendo per perdere conoscenza e molto sangue dalla testa. Pasini, non sapendo cosa fare e come spiegare la presenza dell'amante in casa, decise di nasconderla.‍‍[3]‍‍[4]

Tale versione, tuttavia, fu smentita dall'esame autoptico. L'ispezione rilevò un profondo taglio alla gola che aveva reciso l'arteria carotidea destra: la vittima fu dunque sgozzata. Vennero inoltre trovate delle ferite al cranio, ma non mortali e che comunque non erano compatibili con una caduta dalle scale.‍‍[5]

Ciò nonostante, nei mesi successivi, tramite il difensore di Pasini era emerso che l'indiziato aveva parzialmente modificato la propria versione dei fatti. La sera del 28 luglio i due non avrebbero litigato per il tatuaggio, piuttosto Manuela sarebbe andata in escandescenze mettendo in atto una scenata di gelosia e impedendo all'uomo di tornare a casa mentre la moglie lo stava telefonando al cellulare. La donna avrebbe anche urlato a gran voce, rischiando di svegliare lo zio dell'amante che dormiva al piano superiore e non sapeva della sua presenza.

Foto della Chiesa di Santa Maria Immacolata a Nave in provincia di Brescia dove sono stati celebrati i funerali di Manuela Bailo

Foto della Chiesa di Santa Maria Immacolata a Nave in provincia di Brescia dove sono stati celebrati i funerali di Manuela Bailo (su concessione di BeWeB - Beni Culturali Ecclesiastici in Web)

Rimase invece invariata la posizione di Pasini sulla non volontarietà di uccidere la trentacinquenne, che invece sarebbe caduta accidentalmente dalle scale durante il diverbio.‍‍[6] Nel corso delle indagini furono sequestrati all'uomo quattro coltelli sui quali erano state rilevate delle tracce ematiche. Gli inquirenti ipotizzavano che quelle tracce fossero appartenenti alla vittima, ma gli esami effettuati dalla scientifica lo esclusero. Dunque l'arma utilizzata per compiere il delitto non era mai stata ritrovata.‍‍[7]‍‍[8]

Inoltre il legale di Pasini aveva richiesto di eseguire un incidente probatorio al fine di interpellare un anatomopatologo per stabilire con certezza se la ferita al collo della trentacinquenne fosse stata inferta con un'arma bianca. Tuttavia il 21 marzo 2019 il gip del Tribunale di Brescia rigettò l'istanza ritenendo che l'autopsia aveva già chiarito tale circostanza.‍‍[9]

Il successivo 2 maggio la Procura di Brescia chiuse le indagini. Pasini fu accusato di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, e occultamento di cadavere. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, l'uomo aveva organizzato un piano per eliminare la sua amante poiché era diventata scomoda e invadente. La premeditazione fu contestata poiché l'indiziato avrebbe predisposto per l'esecuzione dell'omicidio i locali dell'abitazione di famiglia, collocandovi stracci e altri strumenti destinati alla cancellazione delle tracce di sangue. Inoltre si sarebbe assicurato dei tempi di permanenza delle altre persone presenti nell'edificio.

La donna sarebbe stata prima colpita violentemente alla testa, per provocarne uno stato di incoscienza, e poi ferita al collo con un'arma bianca determinando il decesso per shock emorragico massivo e repentino.‍‍[10]‍‍[11] La difesa dell'accusato sostenne invece che lo sgozzamento non era dimostrato poiché l'arma del delitto non era stata mai rinvenuta. Il 27 maggio Pasini fu rinviato a giudizio in rito abbreviato.‍‍[12]

Il 28 febbraio 2020 l'uomo venne condannato dalla Corte d'Assise di Brescia a 16 anni di reclusione. Il verdetto escluse l'aggravante della premeditazione.‍‍[13] Secondo le motivazioni della sentenza, il delitto non sarebbe scaturito da un impulso dettato dalla gelosia, ma piuttosto dalla volontà di Pasini di risolvere la problematica situazione che lo legava all'amante e poter tornare indisturbato dalla moglie. Per i giudici tuttavia il gesto non era stato pianificato, perché contro tale ipotesi sussistevano circostanze e orari che lo escludevano.‍‍[14]

Il 27 novembre 2020 la Corte d'Appello di Brescia confermò la sentenza di primo grado,‍‍[15]‍‍[16] divenuta definitiva con la rinuncia della Procura di presentre ricorso in Cassazione.‍‍[17]

Note

  1. Manuela Bailo è stata uccisa: l'amante confessa. Bresciaoggi. Archiviato dall'originale.
  2. Omicidio Manuela Bailo: la ricostruzione del giallo, giorno per giorno. BsNews.it. Archiviato dall'originale.
  3. Omicidio Bailo: la telefonata e l'interrogatorio di Pasini. Giornale di Brescia. Archiviato dall'originale.
  4. Manuela Bailo morta per soffocamento: Pasini: 'Litigio per colpa di un tatuaggio'. Cremonaoggi. Archiviato dall'originale.
  5. Manuela uccisa da taglio alla carotide: Pasini occultò corpo il 30 e poi tornò a controllare. Cremonaoggi. Archiviato dall'originale.
  6. Omicidio Manuela Bailo: "Urlava e l'ho spinta dalle scale. Non voleva più essere l'amante". Il Giorno. Archiviato dall'originale.
  7. Omicidio Manuela Bailo, per i Ris il sangue sui coltelli non è della vittima. BsNews.it. Archiviato dall'originale.
  8. Delitto Bailo, sui coltelli non c'è traccia di sangue. Bresciaoggi. Archiviato dall'originale.
  9. Delitto di Manuela Bailo: no del gip all'incidente probatorio. Giornale di Brescia. Archiviato dall'originale.
  10. Omicidio Manuela Bailo, il pm chiude le indagini. BsNews.it. Archiviato dall'originale.
  11. Omicidio Bailo, chiuse le indagini: "Omicidio premeditato". Il Giorno. Archiviato dall'originale.
  12. Omicidio Manuela Bailo: "Pasini ha premeditato tutto". Il Giorno. Archiviato dall'originale.
  13. Ha sgozzato Manuela, poi ha nascosto il cadavere: condannato Fabrizio Pasini. BresciaToday. Archiviato dall'originale.
  14. Manuela Bailo, la sentenza: omicidio non premeditato, ma frutto di lucida risoluzione. BsNews.it. Archiviato dall'originale.
  15. Uccise l'amante e partì per la Sardegna con la famiglia, confermati 16 anni. L'Unione Sarda.it. Archiviato dall'originale.
  16. Omicidio Bailo: "Manuela morì per il taglio della gola". Giornale di Brescia. Archiviato dall'originale.
  17. Uccise Manuela e nascose il cadavere in una fossa per liquami: la pena è definitiva. BresciaToday. Archiviato dall'originale.

Cara/o utente, spero tu abbia apprezzato il contenuto di questa pagina.

FemminicidioItalia.info è un progetto informativo nato nei primi mesi del 2019 dedicato alla raccolta di dati e notizie su casi recenti e passati di femminicidio in Italia, nonché sul fenomeno della violenza sulle donne nel nostro paese.

Nel corso del tempo lo sviluppo del sito è aumentato a dismisura. Le pagine sono diventate centinaia e le voci di approfondimento sono costantemente monitorate per fornire gli ultimi aggiornamenti. Teniamo traccia delle notizie e riportiamo quelle più importanti avendo sempre cura di citare le fonti per ringraziare i giornalisti del loro arduo lavoro.

Tuttavia la gestione del progetto è diventata anche più complessa e dispendiosa. Se credi nella bontà del nostro operato e ti va di contribuire, potresti darci una mano oppure considerare di effettuare una donazione. Con Brave puoi anche donare i tuoi BAT cliccando sull'icona Basic Attention Token in alto a destra. Anche una piccola somma può significare un grande aiuto affinché il sito rimanga in vita e continui a essere aggiornato. Grazie.