Voce su Roberta Felici
Roberta Felici, 53 anni, fu uccisa dal compagno Cristi Ionut Raulet, 29 anni, la mattina del 3 aprile 2018. Il delitto si consumò nell'abitazione della donna nel quartiere Bradia di Sarzana in provincia di La Spezia.
Uno scorcio dall'alto di Sarzana, scattato dalla Fortezza di Sarzanello (di Stefano Sansavini con licenza CC BY-SA 4.0)
Dopo aver commesso l'omicidio, il giovane si allontanò dall'abitazione per andare a giocare alle slot machine di un locale del centro cittadino. In quel frangente aveva confidato l'accaduto a un amico che, successivamente, lo convinse a costituirsi alle forze dell'ordine. Così il ventinovenne di origini romene si consegnò spontaneamente ai Carabinieri, di fronte ai quali aveva confessato le proprie responsabilità.
Il corpo senza vita della vittima fu scoperto in casa dai militari circa 10 ore dopo l'esecuzione del delitto.[1][2] Secondo le dichiarazioni fornite in sede di interrogatorio, l'efferato gesto fu compiuto al culmine di un litigio scoppiato perché Raulet sarebbe stato ossessionato dalla gelosia della compagna e voleva abbandonare l'abitazione della donna con la quale conviveva da circa un anno.[3] Il ventinovenne fu arrestato e condotto in carcere. Nei giorni seguenti, dinanzi al giudice per le indagini preliminari, il giovane ribadì la propria confessione. La custodia cautelare fu convalidata.[4]
La signora Felici era madre di quattro figli, avuti da due precedenti relazioni. Dalle ricostruzioni investigative era emerso che i litigi fra lei e Raulet erano piuttosto frequenti, tanto che la mattina del 3 aprile 2018 alcuni vicini di casa avevano sentito delle forti urla provenire dall'appartamento che la coppia condivideva.[1] Il ventinovenne utilizzò una forbice per aggredire la vittima. L'esame autoptico confermò il decesso per le lesioni d'arma da taglio. Furono quattro i fendenti rilevati, tra cui uno al petto che risultò fatale alla donna.[3][2]
Il reo confesso fu rinviato a giudizio con la formula del rito abbreviato, che prevedeva lo sconto di un terzo della pena. Il 9 gennaio 2019 il Tribunale di La Spezia aveva condannato l'imputato a 30 anni di reclusione.[5] Il successivo 17 settembre la Corte d'Appello di Genova aveva confermato la sentenza,[2] resa poi definitiva dalla Corte di Cassazione nell'aprile del 2021.[6]