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Oggi è la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne.

È una ricorrenza importante che, nell'obiettivo di eliminare qualsiasi forma di violenza nella piena affermazione dei diritti di tutti gli esseri umani, pone una marcata attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne.

È stata ufficialmente istituita dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 17 dicembre 1999 con la risoluzione 54/134 che richiamava i principi espressi nella risoluzione 48/104 del 23 dicembre 1993 sull'eliminazione della violenza contro le donne.

Il suddetto documento riconosce che la violenza contro le donne rappresenta, storicamente, la manifestazione della disuguaglianza tra i generi che ha portato nel tempo gli uomini alla dominazione e alla discriminazione nei confronti delle donne. Fenomeni che hanno ostacolato l'avanzamento delle donne nella società, spesso ponendole in posizioni di subordinazione.

Per questi motivi l'Assemblea ha ritenuto urgente il bisogno di istituire una giornata per ricordare che la violenza perpetrata sulle donne costituisce un ostacolo all'uguaglianza, la sicurezza, la libertà, l'integrità e la dignità di tutti gli esseri umani.

È stato scelto quel giorno per commemorare le "Sorelle Mirabal", tre donne uccise il 25 novembre del 1960 nella Repubblica Dominicana per essersi opposte alla dittatura di Rafael Trujillo, presidente che aveva governato il paese centroamericano dal 1930 al 1961.

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Il femminicidio di Azka Riaz a Trodica di Morrovalle

Vittima:
Azka Riaz
Killer:
Muhammad Riaz
Località:
Trodica di Morrovalle
Data:
24 febbraio 2018
Uno scorcio panoramico di Morrovalle in provincia di Macerata
Uno scorcio panoramico di Morrovalle in provincia di Macerata
Uno scorcio panoramico di Morrovalle in provincia di Macerata
Uno scorcio panoramico di Morrovalle in provincia di Macerata

La sera del 24 febbraio 2018 la polizia stradale fu allertata per un incidente avvenuto lungo la provinciale passante per Trodica, frazione del comune di Morrovalle in provincia di Macerata. Una persona era riversa sull'asfalto, sotto la pioggia battente, dopo essere stata investita da un'auto. Si trattava di Azka Riaz, giovane pachistana di 19 anni. Nonostante l'intervento del soccorso medico giunto sul posto, la ragazza non riuscì a salvarsi.

Sul luogo era presente anche il padre della vittima, Muhammad Riaz, 44 anni, che riferì di aver accostato la propria auto per un problema e, successivamente, la figlia scese dall'abitacolo, ma fu investita da una vettura di passaggio. Il conducente che ha travolto la diciannovenne invece riferì di aver intravisto il corpo della ragazza già disteso lungo l'asfalto e che, a causa della pioggia e della scarsa visibilità, non riuscì a evitarla.

Quando sul caso fu aperta un'indagine in Procura, il magistrato notò la presenza di un diverso fascicolo in cui il signor Muhammad risultava indagato per maltrattamenti in famiglia. In tale ambito, il 28 febbraio avrebbe dovuto tenersi un incidente probatorio per ascoltare Azka insieme coi suoi due fratelli e la sorella. Nei giorni seguenti alla morte della ragazza gli inquirenti ipotizzarono che la vittima avesse vissuto in un contesto di degrado nel quale il padre l'avrebbe, in più occasioni, maltrattata. Sospetti alimentati anche dai primi esami medici sul cadavere della giovane che presentava sul volto segni incompatibili con le conseguenze di un investimento, quanto piuttosto riconducibili a delle percosse.

Sulla base degli elementi raccolti, l'uomo fu così arrestato per omicidio preterintenzionale e violenza sessuale. Nell'interrogatorio si avvalse della facoltà di non rispondere.‍[1] Il quarantaquattrenne si è sempre proclamato innocente e tramite il suo legale fece presentare ricorso contro la disposizione di misura cautelare. Nel successivo mese di marzo il Tribunale del Riesame di Ancona respinse definitivamente la richiesta di scarcerazione.‍[2]

Vista dall'alto di Recanati dalla Torre Civica
Vista dall'alto di Recanati dalla Torre Civica (di Letizia93, licenza CC BY-SA 4.0)

Nel gennaio del 2019 il pachistano è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti contro i familiari aggravati dalla presenza di minorenni, violenza sessuale, atti sessuali con minorenne aggravati dal rapporto di parentela, lesioni volontarie e omicidio preterintenzionale aggravato dal rapporto di parentela. Secondo le indagini, l'accusato avrebbe minacciato e maltrattato i figli a partire del 2014, prima a Montelupone e poi a Recanati (dove la famiglia si era trasferita). Probabilmente altri episodi simili sarebbero avvenuti anche in Pakistan, precedentemente al trasferimento in Italia. Le due figlie sarebbero finite più volte al pronto soccorso e, fin da quando erano ancora minorenni, sarebbero state spesso costrette a subire rapporti sessuali col padre che le obbligava con la forza.

Azka, in particolare, sarebbe rimasta incinta più volte e costretta ad abortire con le medicine che l'uomo si faceva inviare dal Pakistan (dove vivevano la moglie e gli altri due figli). Sempre secondo le ricostruzioni degli inquirenti, la sera del 24 febbraio 2018, il signor Muhammad avrebbe picchiato Azka alla testa, abbandonandola in stato di semi incoscienza sotto la pioggia sull'asfalto della provinciale a Trodica dove, poco dopo, la ragazza fu investita. L'autopsia ha confermato la morte della ragazza a causa dell'incidente stradale.‍[3][4]

Durante l'udienza del 17 luglio 2019, la procura ha modificato l'accusa nei confronti di Muhammad Riaz da omicidio preterintenzionale a omicidio volontario, configurando la volontà dell'accusato di uccidere la figlia diciannovenne. Tra gli elementi a supporto della decisione anche le parole della moglie dell'uomo, recatasi in Italia appositamente per testimoniare al processo, che nel corso del dibattimento ha confermato gli stupri su Azka da parte del padre e la costrizione all'aborto.‍[5] Il 4 dicembre la Corte d'Assise di Macerata ha accolto la richiesta della pubblica accusa, condannando il pachistano all'ergastolo.‍[6][7]

Note

  1. Macerata, uccisa a 19 anni. Voleva più libertà, fermato il padre pachistano. il Resto del Carlino. Archiviato dall'originale.
  2. Macerata, 19enne investita e uccisa. Il padre di Azka resta in carcere. il Resto del Carlino. Archiviato dall'originale.
  3. Macerata, morte di Azka. "Pestata, violentata e uccisa dal padre". il Resto del Carlino. Archiviato dall'originale.
  4. Stuprata e picchiata dal padre. "Costretta ad abortire tre volte". il Resto del Carlino. Archiviato dall'originale.
  5. Azka Riaz, colpo di scena al processo: "Padre voleva ucciderla". il Resto del Carlino. Archiviato dall'originale.
  6. Macerata, la morte di Azka: il procuratore chiede l'ergastolo per il padre per omicidio. Corriere Adriatico. Archiviato dall'originale.
  7. Omicidio di Azka, ergastolo al padre. Cronache Maceratesi. Archiviato dall'originale.
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