Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Martina Gargiulo e Alessia Gargiulo a Cisterna di Latina

Vittime:
Martina Gargiulo e Alessia Gargiulo
Killer:
Luigi Capasso
Località:
Cisterna di Latina
Data:
28 febbraio 2018
L'interno della Chiesa parrocchiale di San Valentino a Cisterna di Latina dove sono stati celebrati i funerali delle sorelle Alessia e Martina

L'interno della Chiesa parrocchiale di San Valentino a Cisterna di Latina dove sono stati celebrati i funerali delle sorelle Alessia e Martina

Voce su Martina Gargiulo e Alessia Gargiulo

L'interno della Chiesa parrocchiale di San Valentino a Cisterna di Latina dove sono stati celebrati i funerali delle sorelle Alessia e Martina

L'interno della Chiesa parrocchiale di San Valentino a Cisterna di Latina dove sono stati celebrati i funerali delle sorelle Alessia e Martina

Il 28 febbraio 2018 a Cisterna di Latina, Luigi Capasso, Carabiniere di 44 anni, durante un suo turno di servizio alle prime luci dell'alba, aveva atteso sotto casa l'ex compagna Antonietta Gargiulo, 39 anni, dalla quale si stava per separare. L'uomo le sparò diversi colpi di pistola ferendola gravemente, poi le rubò le chiavi di casa per entrare nell'appartamento e barricarsi all'interno. Lì uccise le due figlie Martina e Alessia, di 8 e 13 anni, nel sonno mentre stavano ancora dormendo.

La signora Gargiulo, rimasta a terra in condizioni critiche, fu avvistata da alcuni vicini che allertarono i soccorsi. La donna fu trasportata in ospedale dove venne ricoverata in coma. Mentre l'assassino era ancora barricato nell'appartamento, fuori le forze dell'ordine avevano circondato la zona, ma dopo lunghe ore di estenuanti trattative per convincerlo a uscire senza opporre resistenza, il quarantaquattrenne si suicidò con la stessa pistola d'ordinanza con la quale aveva stroncato la vita delle sue figlie.‍‍[1]‍‍[2]

Luigi e Antonietta si sposarono nel 2001, ma negli ultimi tempi il loro rapporto si era incrinato. L'uomo si rese protagonista di numerosi episodi di maltrattamenti nei confronti della moglie, degenerati soprattutto quando lei aveva deciso di separarsi. Nei mesi precedenti la vittima lo aveva segnalato alla Polizia. Tuttavia non volle presentare una denuncia formale per evitare di danneggiare il marito che già aveva avuto, in passato, problemi disciplinari in ambito lavorativo.

Al termine del duplice omicidio e suicidio, furono ritrovati all'interno dell'abitazione dei biglietti e degli assegni, lasciati dall'omicida e destinati ai familiari e all'amante: elementi che confermarono la premeditazione del gesto. La signora Gargiulo, una volta svegliatasi dal coma e dimessa dall'ospedale dopo un lungo periodo di ricovero, era tornata a vivere in Campania nel suo paese d'origine, Melito di Napoli‍.‍[3]‍‍[4]

I nomi di Alessia e Martina furono incisi su due pietre d'inciampo in travertino bianco ai piedi delle scale di Piazza degli Angeli nel borgo storico di Cisterna di Latina. Il luogo, denominato "Scalinata degli Angeli", fu dedicato al ricordo della loro scomparsa e presentava anche i nomi di altre vittime di femminicidio originarie della stessa cittadina in provincia di Latina.‍‍[5]

Note

  1. Cisterna, un'intera famiglia distrutta. Forse una tragedia annunciata. Latina 24ore.it. Archiviato dall'originale.
  2. Scampo' alla strage di Cisterna di Latina, Antonietta Gargiulo ricevuta dal Papa. la Repubblica. Archiviato dall'originale.
  3. Latina, ferisce la moglie e poi uccide le figlie: il carabiniere suicida era stato segnalato dalla donna alla polizia. Il Fatto Quotidiano. Archiviato dall'originale.
  4. Strage di Latina, Luigi Capasso ha lasciato un assegno da 5mila euro per l'amante. Il Fatto Quotidiano. Archiviato dall'originale.
  5. La Scalinata degli Angeli intitolata alle vittime di femminicidio. Latinaoggi.eu. Archiviato dall'originale.

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