Il femminicidio rappresenta qualsiasi forma di violenza esercitata sulle donne (spesso in nome di una sovrastruttura ideologica di matrice patriarcale) allo scopo di perpetuarne la subordinazione e di annientarne la soggettività sul piano psicologico, simbolico, economico e sociale, fino alla schiavitù o alla morte.

Il femminicidio di Chen Aizhu a Cremona

Vittima:
Chen Aizhu
Presunto killer:
Wu Yongqin
Località:
Cremona
Data:
24 gennaio 2018
Uno scorcio dall'alto di Cremona

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Voce su Chen Aizhu

Uno scorcio dall'alto di Cremona

Uno scorcio dall'alto di Cremona

Chen Aizhu, 46 anni, è stata uccisa dal marito Wu Yongqin, 50 anni, il 24 gennaio 2018 nella loro abitazione di un condominio popolare del quartiere Zaist di Cremona. La coppia di origini cinesi viveva regolarmente in Italia da diversi anni e aveva un figlio di 12 anni.

Il delitto si era consumato in mattinata quando l'uomo aveva impugnato una mannaia per colpire violentemente la moglie, riducendola in fin di vita. Vittima della furia omicida anche un bambino di 3 anni, Wen Jun Ye, disabile affidato temporaneamente alla donna, che gli faceva da baby sitter, da un'altra coppia di connazionali che lavorava in un negozio della città. Si era salvato invece il figlio dodicenne, che durante la lite finita in tragedia era uscito dall'appartamento.

Quando i Carabinieri erano giunti sul posto, avvertiti dai condomini che avevano sentito le forti urla, lo avevano trovato sulle scale. I militari, fatta irruzione in casa, videro con i loro occhi la terribile mattanza. Il cinquantenne aveva ancora la mannaia in mano, la moglie era già deceduta in un lago di sangue e il piccolo, gravemente ferito, dava ancora flebili segni di vita. Il bambino fu trasportato al pronto soccorso, non riuscì a sopravvivere.‍‍[1]

Wu Yongqin fu arrestato e di fronte agli inquirenti confessò di aver agito perché, a suo dire, la moglie lo avrebbe voluto lasciare, spiegando che lei non voleva rinnovare il passaporto affinché non potesse ritornare con lui in Cina. Circostanza probabilmente non veritiera poiché la donna aveva nei giorni seguenti un appuntamento al consolato cinese di Milano proprio per effettuare la pratica del rinnovo.

Il cinquantenne in passato sarebbe stato in cura per problemi psichici e, nei mesi successivi, era stato sottoposto a una perizia per accertare il suo stato di salute. L'esame aveva riconosciuto la semi-infermità mentale.

Nel marzo del 2019, al termine del processo di primo grado in rito abbreviato, era stato condannato a 20 anni di reclusione per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi.‍‍[2]‍‍[3] Il 16 febbraio 2020 si era suicidato, impiccandosi nella sua cella del carcere di Pavia dove era detenuto.‍‍[4]

Note

  1. Cremona, strage in casa a colpi di mannaia: uccide la moglie e bimbo di 3 anni. Il Giorno. Archiviato dall'originale.
  2. La furia omicida di Yongqin Wu: il piccolo ucciso perché "figlio degli amici di mia moglie cattiva". La Provincia. Archiviato dall'originale.
  3. Yongqin Wu condannato a 20 anni di reclusione. La Provincia. Archiviato dall'originale.
  4. Uccise moglie e bimbo di tre anni. Si è suicidato l'omicida di v.Fatebenefratelli. Cremonaoggi. Archiviato dall'originale.

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